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Mauro Zanardelli

naturopata

benessere naturale

L’attenzione

da | Feb 20, 2026 | naturopatia | 0 commenti

Immagine astratta per l'attenzione

Ti accorgi mai di vivere… senza esserci davvero?

Un attimo di presenza può spezzare il pilota automatico.

Attenzione al Sé, risveglio, osservazione.

Da qui comincia ogni trasformazione.

Ascolta la puntata nel Cerchio di Asclepio.

Indice

C’è un momento, ogni tanto, in cui ti guardi intorno e ti rendi conto che tutto ciò che ti circonda ha una luce, dei colori diversi. Ti accorgi che sei lì, presente, davvero presente in quel momento.
Non accade spesso, e quasi mai quando lo vuoi. Succede magari mentre cammini per strada, o mentre fai un gesto qualunque: all’improvviso senti che qualcosa si allinea.
Un istante netto, sottile… in cui realizzi che stai vivendo davvero quel momento e che i pensieri, per un attimo, hanno smesso di trascinarti via.

Nella quotidianità proietti continuamente pensieri nel futuro, rielabori il passato, costruisci scenari, dialoghi immaginari, paure, desideri. E mentre il presente scorre sotto i tuoi piedi, tu resti intrappolato altrove, in un racconto mentale che non smette mai di parlarsi addosso.
Così la vita sembra sfumare, come se fossi avvolto da una lieve ipnosi.
Cammini, lavori, decidi… ma spesso stai solo reagendo, non agendo.
Reagisci ai ricordi, alle abitudini, alle aspettative.
Reagisci ai tuoi condizionamenti.

Il lavoro sul Sé comincia proprio qui: da quel minuscolo istante in cui ti accorgi di essere sveglio, più presente, e riconosci che in quella che chiami “normalità” in realtà stavi dormendo a occhi aperti.

Ed è in quell’attimo fragile, raro, che il velo inizia a sollevarsi.

Molte tradizioni insegnano che l’essere umano vive in uno stato di sonno, ipnotizzato dai propri pensieri, dai ricordi, dalle abitudini.
Gurdjieff lo chiamava “meccanicità”: reagisci, non scegli.
Credi di essere sveglio, ma la maggior parte del tempo agisci automaticamente, come una macchina.
Le filosofie orientali parlano del velo di Maya: l’illusione che ti fa scambiare i tuoi pensieri per la realtà.
Salvatore Brizzi lo dice in modo diretto: “L’essere umano dorme, e il primo atto del cammino interiore è accorgersene.”

Forse il lavoro comincia proprio qui: nel portare attenzione, nel ricordarti di te mentre vivi.
Quando smetti di farti guidare dal passato o dal futuro, inizi a vedere cosa realmente accade — nei pensieri, nel corpo, nelle reazioni.

Quello che oggi ti vorrei proporre è questo: imparare a stare qui, nel presente.
Perché… ogni volta che sei presente, qualcosa dentro di te si risveglia.

Benvenuto a questo nuovo episodio del Cerchio di Asclepio.
Io sono Mauro, sono un naturopata… e voglio accompagnarti in un viaggio che ti porterà a conoscere degli strumenti per lavorare sulla consapevolezza del Sé — non come concetto teorico, ma come svolta concreta nella vita quotidiana.
Parleremo di cosa intendiamo quando diciamo “attenzione al Sé”, esploreremo alcune traiettorie di autori che hanno lavorato profondamente su questo tema e infine introdurremo la mappa dei quattro centri, su cui costruiremo i prossimi episodi e le prossime esperienze.

Questo lavoro è il fulcro del mio metodo di lavoro.
Perché va benissimo lavorare con la naturopatia e la fitoterapia — che funzionano e aiutano — ma lavorano soprattutto sul centro fisico.
Il vero cambiamento, quello che si radica e trasforma, nasce quando inizi ad accendere la consapevolezza del Sé.

Prima però voglio fare un passo indietro, alla puntata precedente, perché lì abbiamo toccato un fondamento della medicina cinese che oggi sarà davvero utile.

Nell’episodio precedente abbiamo introdotto un concetto cardine della medicina cinese:
la materia nasce dall’energia, e l’energia nasce dall’informazione, dall’idea, dal pensiero.

Abbiamo visto che in medicina cinese il Qi non è solo “energia” come, a volte, la interpretiamo in Occidente: ma, è movimento, direzione, intenzione. È progetto. È pensiero che prende forma.

Ciò che trovo davvero affascinante è che lo stesso principio esiste anche nella filosofia ermetica occidentale. 

Sto parlando del Kybalion, un testo del Novecento che raccoglie e organizza i sette principi dell’antica tradizione ermetica, offrendo una chiave di lettura simbolica e psichica della realtà.

Il Primo Principio del Kybalion, il principio del mentalismo, dice:
“Tutto è mente. L’universo è mentale.”

Questo principio ci racconta che l’intero universo è una manifestazione di una Mente Universale, e che la realtà stessa ha una natura mentale.
Se comprendi questo, capisci anche che la tua mente non è separata: è parte di quel campo. E che manipolando la mente, puoi influenzare la tua realtà.

E allora vedi perché è importante parlare di attenzione:
perché l’attenzione dirige l’energia e l’energia da forma alla materia.
Se non sei consapevole di dove punta la tua attenzione, non sai dove sta andando la tua vita.

Questo legame profondo tra ciò che pensi, ciò che percepisci e ciò che vivi lo ritroverai anche nelle prossime puntate, quando entreremo nel dettaglio dei quattro centri e poi, più avanti, nel lavoro di Byron Katie e nell’esplorazione della tua ombra.

  • attenzione al Sé. 
  • Presenza. 
  • Ricordo di sé. 
  • Osservazione.
    È qui che comincia qualunque percorso di trasformazione.

Che cosa intendo per “attenzione al Sé”

Molte tradizioni dicono che l’essere umano vive in una sorta di sonno.
Non il sonno biologico, quello notturno che ci permette di ritemprarci, ma il sonno della consapevolezza.

Gurdjieff parlava di “meccanicità”: quando non sei “sveglio” reagisci, non scegli, non agisci.
La mente corre da sola, le emozioni si ripetono, le abitudini decidono al posto tuo.

Le filosofie indiane parlano del velo di Maya, l’illusione che confondi con la realtà.
Il Buddhismo dice che la mente non osservata è come una macchina senza conducente.

Salvatore Brizzi lo esprime così:
“L’essere umano dorme. Il primo atto del cammino interiore è accorgersene.”

Accorgerti del sonno.
Accorgerti del pilota automatico.
Accorgerti che spesso non sei presente a te stesso… e ammetterlo…

E qui entra il lavoro dell’attenzione al Sé.

Attenzione al Sé significa portare lo sguardo al momento presente, con l’intenzione di restare qui.
Non è rilassarsi, non è calmarsi, non è nemmeno meditare.

È semplicemente osservare.
È sederti sulla riva del fiume e osservare il flusso scorrere.
Pensieri, emozioni, sensazioni.
Da lì puoi vedere tutto senza esserne travolto.

E quando osservi, accade qualcosa che è difficile raccontare, ma che puoi solo sperimentare:
l’osservatore non è più ciò che viene osservato.

E allora…

  • Non sei più la rabbia che arriva dal passato.
  • Non sei più la paura che si accende.
  • Non sei più la preoccupazione condizionata dall’ignoto del futuro.

C’è qualcuno che osserva la rabbia, l’ansia, la paura.
E quel qualcuno è il Sé.

Non è difficile.
Non richiede studio, non richiede cultura.
A volte, addirittura, è proprio la mente troppo attiva, la mente che vuole tenere tutto sotto controllo, analizzare, capire ogni minimo particolare che complica ciò che è semplice e naturale.

L’attenzione al Sé è una scelta che fai proprio nel momento in cui dici a te stessa, a te stesso:
“Aspetta… sono qui. Sono presente a me stesso”

E quell’istante può cambiare il sapore di una giornata intera.

Per esplorare l’attenzione al Sé voglio portarti su quattro sentieri, quattro modi di guardare allo stesso movimento interiore.

Non è necessario aderire a nessuna dottrina.
Non devi credere a nulla.

Osserva semplicemente come tutti questi quattro percorsi puntino nella stessa direzione… e sperimenta tu stessa, tu stesso, non fidarti di quello che dico io, ma sperimenta.

Gurdjieff – Il ricordo di sé

Nella Quarta Via si parla dei centri che gestiscono la nostra esistenza: intellettuale, emozionale, motorio, istintivo.
Ogni centro ha la sua funzione.

La pratica fondamentale della quarta via è il ricordo di sé:
essere presenti a ciò che fai e contemporaneamente presenti al fatto che ci sei.

Non solo camminare, ma sapere che stai camminando.
Non solo parlare, ma sapere che stai parlando.
Sentirti esistere.

Questo doppio movimento apre una qualità di presenza che è l’inizio del risveglio.

Krishnamurti – L’osservazione senza scelta

Krishnamurti ti invita a osservare senza giudicare.
Il giudizio, secondo Krishnamurti divide, crea conflitto; l’osservazione senza giudizio scioglie il conflitto.

Per lui il tempo psicologico — passato e futuro — è la radice della sofferenza.
Quando osservi senza scegliere e senza giudicare, il tempo mentale si interrompe.
E lì c’è libertà.

Jodorowsky – Il gesto simbolico

Jodorowsky porta il lavoro nel corpo e nel simbolo.
L’inconscio non parla il linguaggio razionale, ma creativo: parla in riti, immagini, gesti.

Un piccolo atto simbolico può spostare un’intera struttura interna.
Scrivi una frase limitante e bruciala.
Trasforma un pensiero in un’azione concreta e consapevole.

Il gesto, l’azione, arriva dove la mente non riesce.

Le ricerche e le intuizioni di Jodorowsky sono parte fondamentale del mio approccio alla salute, per questo Jodorowsky ritornerà spesso nelle prossime puntate del cerchio di Asclepio.

Salvatore Brizzi – L’alchimia quotidiana

Brizzi traduce tutto questo nella vita quotidiana.
Non ti chiede di cambiare vita, ma di portare attenzione mentre vivi.

L’attenzione diventa un’abitudine.
Un modo di abitare i gesti più semplici: guidare, cucinare, rispondere a un messaggio.

Quattro traiettorie diverse, un’unica direzione: la presenza a se stessi.

Tutto ciò che hai ascoltato fino ad ora — i sentieri proposti da Gurdjieff, Krishnamurti, Jodorowsky e Brizzi — non sono un insieme di idee separate. Sono prospettive diverse che convergono verso un’unica pratica: riconoscere te stesso nel momento in cui vivi. Ed è proprio da questa convergenza che nasce il lavoro sui quattro centri.

Quando inizi a osservarti senza giudicare, quando porti presenza nei gesti, quando ti ricordi di te mentre agisci, quando utilizzi il linguaggio creativo fatto di simboli per toccare ciò che la mente non raggiunge, accade qualcosa: impari a percepire i diversi piani da cui proviene la tua risposta interiore. Cominci a distinguere la mente dal corpo, l’emozione dall’impulso creativo. Vedi da dove parte un movimento, da dove arriva una reazione.

È qui che i quattro centri diventano la bussola naturale del percorso che mi piacerebbe costruire insieme a te. Non sono un nuovo sistema, né un’altra teoria: ma sono il modo concreto per dare forma e direzione a tutto ciò che hai già iniziato a esplorare. 

I quattro centri sono la struttura che permette a quell’attenzione di radicarsi, di diventare pratica, quotidiana.

Ed è da questo punto che possiamo entrare nel prossimo capitolo: i quattro centri dell’essere umano. 

I quattro centri sono una mappa.
Una bussola che ti permette di capire dove si trova la tua energia, da dove parte una reazione, e come trasformarla sublimandola dall’Ego al Sé.

  • Il Centro Materiale: il tuo lato pratico, quello che comunica “Ho fame, ho freddo, voglio un divano comodo”. 
  • Il Centro Intellettuale: la tua mente, la parte di te che pensa, analizza, e a volte si incarta in loop tipo “Ma ho ragione io, no?”. 
  • Il Centro Emozionale: il cuore, quella parte di te che si emoziona davanti a un tramonto o si arrabbia se qualcuno ti fa un torto. 
  • Il Centro Creativo: il fuoco, la tua passione, la creatività, il desiderio di fare, amare, creare qualcosa di nuovo.

L’attenzione al Sé significa imparare a riconoscere i 4 centri e a vedere da quale dei 4 centri stai rispondendo e se non sono in equilibrio, quale dei 4 centri si impone.

Nei prossimi episodi li approfondiremo con calma e soprattutto con degli esercizi pratici.

Abbiamo detto più volte che la consapevolezza diventa reale solo nella pratica quotidiana.

Per concludere questa puntata, la prima di una serie di tre, ti vorrei proporre un micro-esercizio semplice, ma molto efficace.

Ogni mattina dedica 5 minuti di attenzione al Sé

  • 1 minuto – osserva i pensieri senza seguirli.
  • 1 minuto – nota le emozioni, senza intervenire.
  • 1 minuto – ascolta il corpo: tensioni, temperatura, respiro.
  • 2 minuti – respira ripetendo internamente: “Sono qui.”
  • 1 minuto – scrivi tutto ciò che è emerso, senza filtrare.

scrivi tutto quello che è emerso in questa esperienza. Non badare alla punteggiatura e alla forma, lascia che le parole escano naturalmente.

L’attenzione al Sé è il punto d’inizio.
Non è un concetto astratto: è la base di una vita consapevole.

Ogni volta che ti osservi, anche per un istante, una parte del sonno si dissolve.
La vita diventa più leggibile, più tua, più autentica.

Nelle prossime puntate esploreremo i quattro centri uno per uno.
E più avanti entreremo nel lavoro di Byron Katie e nell’esplorazione dell’ombra.

Per ora, ti invito a praticare questo esercizio ogni giorno, per quindici giorni, accompagnandoti fino alla prossima puntata e al prossimo passaggio nel lavoro sui quattro centri.
Trasformalo in un piccolo rituale: ritagliati uno spazio, un tempo, un’intenzione.

E se dovesse emergere un po’ di resistenza nei confronti dell’esercizio che ti ho proposto prima, non forzarla né evitarla. Parti proprio da lì. Osservala, ascoltala: è spesso in quel punto che il lavoro inizia davvero.

Ti ringrazio per aver condiviso questo spazio con me.

Se senti che questa puntata può essere utile a qualcuno, condividila.
E se desideri continuare il confronto e l’approfondimento, puoi iscriverti al gruppo Telegram del Cerchio di Asclepio: uno spazio di scambio e riflessione dove potrai trovare materiali e strumenti dedicati a questi temi.

Ci ritroviamo nella prossima puntata, sempre qui… nel Cerchio di Asclepio.

Hai domande o desideri ulteriori informazioni?

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mauro zanardelli

Sono un naturopata, iridologo, riflessologo. Dopo il diploma in Naturopatia ho approfondito lo studio della fitoterapia seguendo corsi di nutrizione e fitoterapia integrata, corsi sul sistema endocrino e neuroendocrinologia in fitoterapia, fitoterapia oncologica e riassetto dei problemi intestinali e della sindrome metabolica con approccio naturale. Oltre all’utilizzo delle piante ho proseguito nello studio della riflessologia plantare, della tecnica metamorfica, e creato la tecnica Kintsugi, una tecnica particolare che unisce il lavoro sul corpo con i principi della psicosomatica. Iscritto al registro degli Operatori delle Discipline Bio Naturali seziona Naturopatia con il codice 2016/NT373 istituito dal comitato Tecnico Scientifico della Lombardia.
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