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Mauro Zanardelli

naturopata

benessere naturale

Il mito e il Simbolo

da | Feb 18, 2026 | naturopatia | 0 commenti

tavolo, bastone e serpente

Un serpente. Un bastone. Un mito che ancora oggi cura.
Questa è la storia di Asclepio: dove la guarigione è ascolto, simbolo e trasformazione.
Se senti che la medicina non è solo tecnica, ma arte antica, questo episodio ti chiama.

Indice

Cosa hanno in comune un serpente, un bastone, un tradimento e un sogno?

Benvenuta, benvenuto, nel Cerchio di Asclepio.

Io sono Mauro, sono un naturopata, e oggi voglio raccontarti una storia.

Una storia che affonda le sue radici nella mitologia greca e romana.

Un racconto antico, che arriva da un mondo lontano dal nostro, moderno e ipermaterialista… ma che forse ha ancora molto da insegnarci.

Mettiti comoda, comodo, fai un bel respiro profondo e immagina di tornare indietro nel tempo, in un’epoca in cui gli dèi dell’Olimpo scendevano talvolta sulla Terra: per partecipare a eventi, aiutare o punire gli uomini, o semplicemente per divertimento.

Questa è la storia di Asclepio, il dio della Medicina.

Asclepio era figlio di Apollo, dio del sole, della musica, della poesia… e anche della medicina.

Sua madre si chiamava Coronide, una mortale.

Mentre portava in grembo il figlio del dio del Sole, Coronide si innamorò di un altro uomo.

Tradì Apollo — e non è mai una buona idea far arrabbiare un dio.

Furioso, Apollo ordinò alla sorella Artemide, dea della caccia e dei boschi, di punirla.

E Artemide lo fece nel modo più radicale: uccise Coronide.

Mentre il corpo della donna ardeva sul rogo, Apollo, colto dal rimorso, decise di salvare il bambino.

Lo strappò dal grembo materno e lo affidò a Chirone, il saggio centauro maestro delle arti curative, esperto di erbe e rimedi naturali.

Chirone educò Asclepio con pazienza e rigore.

Il giovane dimostrò da subito un talento straordinario e divenne presto un guaritore capace di curare ogni malattia.

Ma non solo.

Si dice che fosse in grado di riportare in vita i morti.

Un potere che gli fu donato da Atena, la dea della saggezza, che gli consegnò il sangue della Gorgone Medusa.

Un sangue ambivalente: veleno mortale da un lato, elisir di guarigione dall’altro.

Asclepio sapeva come usarlo.

Un potere simile non poteva che preoccupare gli dèi.

Ade, signore dell’Oltretomba, si lamentò con Zeus:

Quel medico sta rompendo l’equilibrio. Il mondo dei morti si svuota.

Temendo davvero che l’ordine tra vita e morte fosse spezzato, Zeus scagliò un fulmine e uccise Asclepio.

Apollo, distrutto dal dolore, si vendicò uccidendo i Ciclopi che avevano forgiato quel fulmine.

Alla fine, Zeus, forse colpito dall’ira di Apollo e forse anche un po’ di senso di colpa, decise di resuscitare Asclepio e di elevarlo a divinità.

Da allora, Asclepio fu venerato come Dio della Medicina.

Il suo culto si diffuse in tutta la Grecia e poi a Roma, dove prese il nome di Esculapio.

Gli furono dedicati santuari, gli Asclepiei, luoghi sacri dove i malati si recavano per essere curati con riti di purificazione, bagni, diete… e soprattutto attraverso i sogni.

Sì, proprio i sogni.

Si credeva che, dormendo nel tempio, Asclepio potesse apparire e suggerire rimedi o addirittura guarire direttamente il malato.

Uno degli aspetti più affascinanti del culto di Asclepio è il suo simbolo:

un bastone attorno al quale si avvolge un serpente.

Il bastone è il cammino, il sostegno del guaritore, l’autorità.

Nei Tarocchi — intesi come archetipi e non come strumento divinatorio — i bastoni rappresentano l’energia creativa, la manifestazione.

Il serpente, invece, è trasformazione.

Cambia pelle, rinasce costantemente a se stesso.

Da sempre è simbolo di rigenerazione, movimento vitale e guarigione profonda.

Per la naturopatia, come per Asclepio, ogni vera guarigione è una trasformazione: il passaggio da uno squilibrio a un nuovo equilibrio, non solo del corpo ma anche dello spirito.

Nei templi di Asclepio i serpenti erano davvero presenti, liberi di muoversi.

Erano considerati sacri, dei messaggeri del dio.

Il simbolo del bastone e del serpente non è un semplice ornamento:

il bastone rappresenta l’asse verticale, l’ordine;

il serpente, con il suo movimento sinuoso, la forza vitale, l’istinto, la saggezza naturale.

La loro unione ci ricorda l’essenza della medicina: l’equilibrio tra tecnica e intuito, tra scienza e ascolto, tra mente e corpo.

Oggi, però, osservando i simboli della medicina moderna, vediamo spesso altro:

un bastone con due serpenti intrecciati e delle ali in cima.

Quello non è il simbolo di Asclepio.

È il Caduceo, il bastone di Hermes, messaggero degli Dèi… ma anche dio del commercio, degli scambi, della negoziazione.

Errore araldico? Semplice svista? Forse.

O forse no.

Perché se il bastone di Asclepio rappresenta la cura lenta, l’ascolto profondo, la trasformazione,

il Caduceo parla invece di velocità, efficienza, profitto.

La medicina, ai tempi di Asclepio, era un’arte interpretativa.

Il guaritore non era solo un tecnico: era un lettore dei segni del corpo, un interprete dei sogni, un conoscitore dell’anima.

Guarire significava ascoltare, intuire, collegare: era una pratica creativa, profondamente umana, mai separata dalla vita interiore del paziente.

E oggi?

Oggi la medicina è soprattutto scienza esatta: calcolo, protocolli, standardizzazione.

Una macchina che produce diagnosi — rapide, sì, ma spesso impersonali.

E così si perde l’arte sottile di leggere l’essere umano.

Forse non è un caso che il simbolo dominante non sia più quello di Asclepio, ma quello di Hermes.

Un simbolo non è mai neutro: racconta una visione del mondo e rivela ciò che abbiamo dimenticato.

Forse è tempo di tornare a un solo serpente.

Non ai due che corrono, mercanteggiano e inseguono il tempo.

Un solo serpente che ascolta, che avvolge, che guarisce.

Questo è il Cerchio di Asclepio:

un luogo in cui la guarigione torna a essere arte,

dove il corpo non è solo un meccanismo ma un messaggio da interpretare.

Se questa storia ti ha toccato, se il simbolo del bastone e del serpente ti richiama in qualche modo, ti invito a restare nel Cerchio.

Nelle prossime puntate parleremo ancora di medicina antica, di saperi dimenticati, di simboli che curano e di come possano aiutarci a ritrovare un modo di guarire più umano, più completo, più nostro.

Seguimi per non perderti i prossimi episodi. Cerca il cerchio di Asclepio su Telegram 

E, se ti va, condividi questa puntata con chi potrebbe averne bisogno.

Mentre aspetti la prossima, prenditi cura di te.

E visto che oggi sei diventato amico di Asclepio… fai attenzione ai sogni di stanotte: magari ha qualcosa da dirti.

Ci ritroviamo qui, dove la guarigione è un’arte:

nel Cerchio di Asclepio.

Hai domande o desideri ulteriori informazioni?

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mauro zanardelli

Sono un naturopata, iridologo, riflessologo. Dopo il diploma in Naturopatia ho approfondito lo studio della fitoterapia seguendo corsi di nutrizione e fitoterapia integrata, corsi sul sistema endocrino e neuroendocrinologia in fitoterapia, fitoterapia oncologica e riassetto dei problemi intestinali e della sindrome metabolica con approccio naturale. Oltre all’utilizzo delle piante ho proseguito nello studio della riflessologia plantare, della tecnica metamorfica, e creato la tecnica Kintsugi, una tecnica particolare che unisce il lavoro sul corpo con i principi della psicosomatica. Iscritto al registro degli Operatori delle Discipline Bio Naturali seziona Naturopatia con il codice 2016/NT373 istituito dal comitato Tecnico Scientifico della Lombardia.
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