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Mauro Zanardelli

naturopata

benessere naturale

Il fascino della fitoterapia

da | Feb 18, 2026 | naturopatia | 0 commenti

piante e falconi

Le piante non curano soltanto: ricordano.
Ogni aroma è una chiave che apre una memoria antica.
In questo episodio, la fitoterapia diventa dialogo tra corpo e natura, tra scienza e intuizione.
Un viaggio nel verde che potrebbe cambiarti il modo di ascoltare te stesso.

Indice

Hai mai notato come un odore di erba tagliata o di camomilla ti riporti a un ricordo preciso, senza capire perché?
Le piante parlano così: non con parole, ma attraverso memorie che il corpo riconosce istintivamente, prima della mente.
Ogni aroma è una chiave che apre una porta antica — e dietro quella porta, ci siamo noi, con la nostra storia con le nostre emozioni.

Forse è per questo che, da sempre, l’essere umano si affida alle piante: perché non guariscono solo il corpo, ma risvegliano qualcosa di più sottile che dorme dentro di noi.
Quel qualcosa che ci connette con la natura.

Oggi, nel Cerchio di Asclepio, cercheremo di andare proprio lì… dove la scienza incontra l’istinto, e la fitoterapia torna a essere un dialogo tra il corpo e la terra.

La fitoterapia è un’arte che non spegne solo i sintomi, ma risveglia l’equilibrio profondo del tuo essere.
E poi, un pizzico di mistero: come facevano gli antichi a sapere quale pianta curava il cuore o il fegato?

Pronta, pronto? Allaccia le cinture: si parte per un viaggio nel verde.

La fitoterapia è un dialogo millenario tra l’uomo e la natura, un’arte che unisce scienza, tradizione e un tocco di magia.

Immagina un antico erborista che cammina in un prato, con le mani sporche di terra, osservando con attenzione ogni foglia e ogni fiore che incontra sulla sua strada.

Gli antichi vedevano le piante come doni della terra, medicine che ci connettevano alla natura. 

Oggi, con la fitoterapia moderna, stiamo riscoprendo questa saggezza, arricchendola con un approccio sistemico.

Quando pensi alla fitoterapia, magari la prima cosa che ti viene in mente una tazza fumante di camomilla. 

Le tisane sono meravigliose, ma la fitoterapia va oltre! 

La fitoterapia è un sistema terapeutico che usa piante ed erbe per riportare equilibrio, lavorando non solo sui sintomi, ma sulle cause profonde del malessere, in perfetto stile naturopatico. 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la fitoterapia come “l’uso di prodotti medicinali a base di piante per curare e prevenire malattie”. 

E sai una cosa? Due terzi della popolazione mondiale si affida ancora alle piante per la salute. Non è roba da poco!

La fitoterapia è un’arte complessa fatta di tante sfumature. 

Ogni pianta è in realtà un *fitocomplesso*, un insieme dinamico di principi attivi, vitamine, enzimi e molecole che lavorano in sinergia, come in una squadra. 

Il problema? Estrarre tutto questo potenziale non è semplice. 

Una tisana, per esempio, cattura solo i componenti idrosolubili, come vitamine B, ma perde ad esempio del tutto la vitamina C che è termolabile, inoltre perde anche gli enzimi contenuti nella pianta e tutte le sostanze liposolubili. 

La tintura madre estrae i principi solubili in alcol, ma, anche in questo caso si perdono i principi attivi liposolubili. 

Il gemmoderivato, preparazione fatta con gemme fresche macerate in acqua, alcool e glicerina, estrae tanti principi attivi, ma non tutti e dopo una diluizione alla 1 decimale hannemaniana, (cioè una parte di prodotto in 10 di acqua) agisce dolcemente, quasi a livello omeopatico, stimolando il drenaggio dell’organismo. 

Il *totum*, grazie a una nuova tecnologia chiamata criotriturazione, conserva l’intera pianta, offrendo un’azione completa e potente, mantenendo tutti i principi attivi, gli enzimi, le vitamine, come in un abbraccio della natura.

Per spiegarti meglio ti faccio un esempio pratico, prendiamo il Ribes Nigrum, una delle piante star della fitoterapia. 

Una tisana di ribes è leggera, perfetta per dare un effetto antinfiammatorio soft. 

Una tintura madre di Ribes è molto simile, nella sua azione, ad un cortisonico di sintesi, con tutte le controindicazioni dell’assunzione di cortisone.

Un gemmoderivato di Ribes Nigrum 1DH stimola il corpo con delicatezza mantenendo contemporaneamente un azione simile al cortisone, ma più delicata. 

Una capsula in *totum* è un’esplosione di natura, con un’azione cortison-like e contemporaneamente diuretica, grazie a dei principi attivi minori che si perdono nelle altre preparazioni galeniche. 

Come scegliere il migliore? Non c’è un rimedio o un modo di estrazione giusto o sbagliato, migliore o peggiore dell’altro. 

La scelta dipende principalmente dall’effetto che cerchiamo e da come vogliamo far dialogare la pianta con il nostro organismo. 

La chiave, come al solito, è la consapevolezza: conoscere le funzioni dell’organismo – gli organi emuntori per gestire la detossinazione, come funziona il metabolismo, come il sistema sistema nervoso e il sistema endocrino regolano la risposta dell’organismo agli stimoli esterni e come tutti questi sistemi incidono sul sistema immunitario che ci deve difendere dagli attacchi interni e esterni.

Consapevolezza e conoscenza ti permettono di usare le piante in modo mirato e olistico.

Ma non è stato sempre cosi, da sempre la fitoterapia è utilizzata per curare le varie malattie e si usava anche quando non si conoscevano le funzioni del sistema endocrino, del metabolismo e degli organi emuntori.

La fitoterapia è antica quanto l’umanità. Cinquemila anni fa, i Sumeri usavano piante e metalli per curarsi. 

I Cinesi, nel III millennio a.C., avevano il *Pen-Tsao*, un libro con mille rimedi naturali. 

Sciamani, erboristi europei, medici arabi, tibetani, cinesi: tutti guardavano alle piante con reverenza, come a doni divini. 

Anche gli animali sanno che le piante possono aiutare a stare bene: hai mai visto un gatto mangiare erba per purificarsi?

Gli antichi sceglievano le piante attraverso l’istinto e l’osservazione, spesso seguendo la *Teoria delle Segnature*. 

Una noce, con la sua forma simile al cervello, era usata per la memoria; 

l’equiseto, che ricorda la colonna vertebrale, per ossa e capelli; 

il tarassaco, con i suoi fiori gialli, per il fegato e l’ittero. 

La vite rossa, che ricorda il colore del sangue per aiutare la circolazione

È incredibile nella sua semplicità, ma la cosa più incredibile è che questa teoria spesso funzionava! E funziona…

Persino Edward Bach, con i suoi fiori, si ispirava a questa idea. (I fiori di Bach ritorneranno in questo podcast con una puntata dedicata)

Dall’inizio del XIX secolo, però, la chimica e un approccio scientista estremo, non scevro da conflitti di interesse, ha relegato le piante in secondo piano, isolando i principi attivi. 

Per esempio, l’acido acetilsalicilico, estratto dalla corteccia del salice bianco, è diventato l’aspirina. 

Sai… una pianta non può essere brevettata, ma un principio attivo sì. 

L’industria chimica, appena nata, aveva già capito come muoversi per massimizzare il profitto: bastava screditare le piante e puntare sul principio attivo isolato e soprattutto brevettabile. 

Ma… ultimamente le cose stanno cambiando, studi recenti confermano che il fitocomplesso naturale, con le sue molecolenche lavorano in sinergia, è più biodisponibile e meno stressante per fegato e reni e la cooperazione dei principi attivi contenuti nel fitocomplesso funzionano meglio e con meno controindicazioni rispetto al singolo principio attivo contenuto nel farmaco di sintesi.

I pratica…la natura, a quanto pare, sa fare meglio!

In più la fitoterapia non si limita a “spegnere” un sintomo, come un farmaco. 

Certo, una tisana di senna può aiutare contro la stitichezza, o un infusione di tiglio può rilassare, ma il vero potere dell’utilizzo della fitoterapia emerge quando si intreccia con i principi della naturopatia. 

Qui, l’utilizzo delle piante, trova la sua massima espressione.

La naturopatia lavora non come un cerotto per coprire un disagio, ma come parte di un approccio globale alla salute che ascolta il corpo, ne rispetta gli equilibri e lo accompagna verso il riequilibrio e la guarigione.

Immagina la naturopatia come un’orchestra: alimentazione, movimento, gestione dello stress e fitoterapia che suonano in armonia per riportare il corpo al suo equilibrio naturale. 

Le piante, con i loro fitocomplessi, incidono non solo sul fisico, ma sugli strati più profondi del nostro essere, detossinando gli organi emuntori (fegato, reni, intestino), rivitalizzando e regolando i sistemi nervoso, endocrino e immunitario, e stabilizzando l’omeostasi naturale dell’organismo. 

È come avere a disposizione un kit di riparazione naturale, che non combatte la malattia, ma risveglia la forza vitale del corpo.

La fitoterapia non può perciò essere ridotta alla raccolta di una pianta per farne un infuso. 

È un’arte che richiede cura e precisione. 

Pensa che in natura esistono circa 80.000 piante officinali, di cui 6.000 attualmente studiate come rimedi fitoterapici. 

Ma non tutte sono uguali: una pianta va raccolta nel suo *tempo balsamico* – primavera per gemme e foglie, autunno per radici e cortecce – quando i principi attivi del fitocomplesso sono al massimo. 

E deve superare rigorosi controlli, dalla gascromatografia alla ricerca di pesticidi o metalli pesanti. 

Una pianta cresciuta vicino a un cementificio o a un autostrada? No, grazie!

Le tecniche di estrazione poi sono un universo a parte. 

Come abbiamo già accennato, una tisana estrae i componenti idrosolubili, un oleolito quelli liposolubili, come la vitamina E. 

I gemmoderivati, fatti con gemme fresche, agiscono dolcemente; 

Una tintura madre estrae molti principi attivi, ma lo fa attraverso l’alcol, che… non è proprio un amico del nostro fegato

il totum, con la criotriturazione, conserva l’intera pianta, tutti i principi attivi, le vitamine e gli enzimi. 

Ogni metodo, come abbiamo visto, ha il suo fascino, ma anche i suoi limiti: 

E poi c’è la vera sfida nell’utilizzo della fitoterapia: con tante piante che si “accavallano” come ad esempio, desmodio, tarassaco, carciofo, fumaria, rafano o crisantellum americano, tutte piante che lavorano sul fegato quale scegliere e come scegliere? 

I principi della naturopatia ci possono guidare nella scelta: 

Il principio fondamentale da seguire? Oltre conoscere le funzioni dell’organismo è importante usare le piante per riequilibrare, non per combattere.

Prima di concludere questa passeggiata nel verde è arrivato il momento del rituale esercizio pratico del Cerchio di Asclepio! 

Trova un momento di quiete.
Siediti accanto a una pianta che ti piace e ti colpisce— in casa, in giardino o anche lungo la strada. Magari scegli una pianta che incontri in una passeggiata rilassante nei dintorni di casa tua.
Respira lentamente, e lascia che la tua attenzione si posi su di lei, osservala, come se la guardassi per la prima volta.

Chiediti:

  • Cosa sento nel corpo mentre la osservo? (calore, calma, resistenza, curiosità…)
  • Che qualità mi trasmette? (forza, leggerezza, lucidità, radicamento…)

Non cercare risposte “giuste”, non ci sono: lascia che arrivi una parola, un’immagine, un’emozione.
Annotala. 

Questo è il modo in cui l’energia della pianta comunica con la tua essenza.

Nei giorni successivi, porta nella tua quotidianità un piccolo gesto che incarni quella qualità.

Questo può essere il primo passo per trasformare la fitoterapia da sapere teorico a esperienza pratica.

Ti è piaciuto il viaggio nel verde abbiamo fatto oggi! 

La fitoterapia è un universo affascinante, tradizione e natura si incontrano per risvegliare l’equilibrio del nostro corpo. 

Rimani nel Cerchio, se la puntata ti è piaciuta e pensi possa interessare un tuo amico, una tua amica, condividila, iscriviti al podcast e unisciti alla nostra comunità su Telegram

E… come nei templi di Asclepio, ricorda: i sogni sono una porta per la guarigione. 

Stanotte quando chiudi gli occhi, rilassati e ascoltati… e magari una pianta ti sussurrerà un segreto per il tuo benessere.

Ci vediamo presto per un altro viaggio nel Cerchio di Asclepio. 

Fino ad allora, prenditi cura di te… e sogna un po’ di verde!

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mauro zanardelli

Sono un naturopata, iridologo, riflessologo. Dopo il diploma in Naturopatia ho approfondito lo studio della fitoterapia seguendo corsi di nutrizione e fitoterapia integrata, corsi sul sistema endocrino e neuroendocrinologia in fitoterapia, fitoterapia oncologica e riassetto dei problemi intestinali e della sindrome metabolica con approccio naturale. Oltre all’utilizzo delle piante ho proseguito nello studio della riflessologia plantare, della tecnica metamorfica, e creato la tecnica Kintsugi, una tecnica particolare che unisce il lavoro sul corpo con i principi della psicosomatica. Iscritto al registro degli Operatori delle Discipline Bio Naturali seziona Naturopatia con il codice 2016/NT373 istituito dal comitato Tecnico Scientifico della Lombardia.
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