logo mauro zanardelli

Mauro Zanardelli

naturopata

benessere naturale

I quattro centri, le Alleanze

da | Mar 4, 2026 | naturopatia | 0 commenti

i quattro centri le alleanze

Dentro di te non c’è solo conflitto.
Ci sono alleanze che aspettano di nascere.
Quando corpo, mente, cuore e desiderio smettono di combattere, qualcosa cambia.
Un episodio per trasformare l’osservazione in equilibrio.
Ascolta il nuovo passo nel Cerchio di Asclepio.

Indice

Ci sono parole che restano scritte dentro di noi, anche quando non le rileggiamo.
E a volte, proprio quelle parole diventano semi silenziosi, pronti a germogliare al momento giusto. Benvenuta, benvenuto, nel Cerchio di Asclepio. Un paio di puntate fa ti ho accompagnato a scoprire i quattro centri che compongono la nostra personalità:

  • il centro materiale,
  • il centro intellettuale,
  • il centro emozionale
  • il centro sessuale-creativo.

Abbiamo esplorato come ciascuno di questi centri possa essere dominato dall’Ego, ma anche come — attraverso il lavoro di consapevolezza — possa essere sublimato e orientato verso l’Io transpersonale.
Ti ho proposto un primo esercizio: un dialogo intimo con te stesso, per mettere su carta bisogni, idee, sentimenti e desideri.

Se non lo hai ancora fatto, ti invito a recupero la puntata prima di proseguire, perché oggi faremo un passo successivo. Un passo che ti permette di vedere il tuo mondo interiore in modo ancora più profondo.

Oggi andiamo oltre i conflitti interiori.
Parliamo di alleanze.

Dentro di noi non esistono soltanto forze che si contrastano; esistono anche dinamiche che possono collaborare.
I nostri centri non sono nemici, non sono ostacoli da abbattere: sono forze neutre, parti di noi che chiedono di essere comprese.
Ognuno porta con sé qualità, bisogni, fragilità e tendenze. Quando li riconosciamo davvero, quando accettiamo di confrontarci con i loro meccanismi e con le loro debolezze, allora possiamo trasformarli in veri alleati.

Questa è la vera intelligenza dell’essere:
quando il corpo, la mente, le emozioni e il desiderio smettono di combattersi e cominciano a camminare insieme.

Voglio però essere chiaro su una cosa: ciò che stai facendo con queste puntate non è un semplice ascolto. È un lavoro.
Un lavoro lento, sottile, ma potentissimo.
Un lavoro sull’attenzione del Sé.

L’attenzione del Sé si muove in due direzioni principali.

1. La prima direzione
È imparare a osservare le combinazioni tra i centri.
Nella scorsa puntata abbiamo visto le deviazioni: quando un centro invade o domina un altro.
Oggi stiamo esplorando il movimento opposto: quando un centro sostiene, nutre e accompagna un altro.

Riconoscere queste dinamiche dentro di te è già trasformazione.
È già un atto di guarigione.

2. La seconda direzione
È osservare come il tuo Ego si manifesta nei quattro centri:
nel corpo, nella mente, nelle emozioni e nel desiderio.
E allo stesso tempo coltivare l’intenzione di trasformare queste energie — che magari oggi sono ancora legate alla paura, al bisogno di controllo o di approvazione — in espressioni più alte, più libere, più autentiche.

Questo processo è la sublimazione.
Non è repressione e non è fuga.
È trasformazione.

E si realizza attraverso due strumenti essenziali: l’osservazione e l’intenzione.
L’osservazione ti permette di vedere senza giudicare.
L’intenzione orienta il tuo movimento interiore e ti ricorda che sei in cammino.

Serve solo continuare a guardare, con attenzione e gentilezza.

Se ti stai chiedendo: “Ma come si osserva davvero?”, sappi che è una domanda bellissima.
Ci torneremo spesso, perché l’osservazione è uno degli strumenti più potenti che possiamo imparare a usare.
Per ora ti basta sapere questo: ogni volta che porti attenzione consapevole a un pensiero, a una reazione, a un bisogno… stai osservando.
Ogni volta che ti domandi: “Questo sono io… o è una parte appresa?”, stai già lavorando sul Sé.

Le alleanze tra i centri

La consapevolezza del Sé permette di trasformare un centro deviato in un centro capace di diventare un alleato.

Come per le deviazioni, anche per le alleanze possiamo riconoscere dodici possibili combinazioni.

Il centro intellettuale può allearsi con…
… il centro emozionale: integrando il sentire, sviluppa intelligenza emotiva e la capacità di comprendere le sfumature interiori.
… il centro sessuale/creativo: nasce la creatività mentale, il piacere di elaborare idee senza la necessità di portarle sempre a conclusione.
… il centro materiale: la mente si riappacifica con il corpo e impara il valore del silenzio rigenerante.

Il centro emozionale può allearsi con…
… il centro intellettuale: riconosce gli affetti, comprende quelli degli altri e chiarisce ciò che prova.
… il centro sessuale/creativo: impara a trasformare emozioni negative in emozioni vitali e generative.
… il centro materiale: scopre l’amore per ogni cosa vivente; tutto è Vita e tutto è degno di essere amato.

Il centro sessuale/creativo può allearsi con…
… il centro intellettuale: comprende i processi del desiderio — propri e altrui — e impara a conoscere il proprio piacere.
… il centro emozionale: apre all’ascolto, alla creazione per amore, al desiderio come linguaggio affettivo.
… il centro materiale: desidera appassionatamente ciò che già possiede e riconosce che salute e denaro servono a sostenere l’energia creativa, non a determinarla.

Il centro materiale può allearsi con…
… il centro intellettuale: sviluppa disciplina, ordine, capacità di organizzare il tempo — ciò che molte tradizioni chiamano Dharma.
… il centro emozionale: agisce per amore, valorizza il contatto, la cura, la vulnerabilità condivisa.
… il centro sessuale/creativo: introduce nella vita quotidiana il lusso della creatività e riconosce che la strada migliore non è sempre la più breve, ma spesso la più bella.

Questo lavoro di osservazione e di alleanza è solo l’inizio.
Più avanti, quando avremo preso confidenza con i quattro centri e con i loro meccanismi, inizieremo a portare bisogni, emozioni, pensieri e creatività a un livello superiore: ciò che Gurdjieff chiamava “un’ottava più alta”.
Un movimento evolutivo, una trasformazione qualitativa dell’energia.

Il secondo passo nel Cerchio

Ora che hai esplorato le alleanze tra i centri, ti propongo un esercizio che ti permette di mettere in relazione ciò che hai scoperto nella puntata precedente con ciò che hai compreso oggi.

Recupera i fogli che hai scritto dopo la scorsa puntata.
Quelli con i tuoi bisogni, le tue idee, i tuoi sentimenti, i tuoi desideri.
Non leggerli ancora. Lasciali lì, chiusi.

Ora prendi altri quattro fogli, nuovi.
Su ciascuno scrivi una di queste intestazioni:

  • Il mio corpo può aiutare…
  • La mia mente può aiutare…
  • Il mio cuore può aiutare…
  • La mia creatività può aiutare…

Adesso comincia il lavoro vero.

Scegli un momento di silenzio, respira profondamente, e fai questo:

  1. Prendi il primo foglio delle deviazioni — quello scritto nella puntata precedente.
    Leggilo con calma, lasciando che quel testo tocchi qualcosa dentro di te.
    Non giudicare, non interpretare: osserva.
  2. Subito dopo, prendi il foglio corrispondente delle alleanze (per esempio: “Il mio corpo può aiutare…”).
    Alla luce di ciò che hai letto, rispondi alla domanda:
    Quale centro, dentro di me, ha bisogno di più sostegno? E come questo centro può aiutare un altro a ritrovare equilibrio?
    Lascia fluire liberamente le parole.
    Lascia che il nuovo foglio nasca come una risposta gentile, un ponte, una possibilità di collaborazione interna.
  3. Prosegui in questo modo per tutti e quattro i centri:
    leggi il foglio delle deviazioni, poi scrivi quello dell’alleanza corrispondente.

Quando avrai completato i quattro fogli delle alleanze, metti tutto davanti a te.
Quelli vecchi e quelli nuovi.

Ora sì: leggi tutto.
Se puoi, leggilo ad alta voce.
Parti dai fogli delle deviazioni e poi passa ai fogli delle alleanze.

Ascoltati mentre leggi.
Che cosa noti?
Che cosa è cambiato rispetto a due settimane fa?
Che sensazione ti lascia questo movimento, questo incontro tra la parte che devia e la parte che sostiene?

Una volta terminato, appoggia tutti i fogli sul pavimento e guardali insieme.
Immaginali come due fotografie del tuo paesaggio interiore:

la prima mostra dove eri,
la seconda mostra il primo passo verso un nuovo equilibrio.

Quello che stai osservando è una mappa.
Una mappa che ti mostra le zone che chiedono ancora cura, e quelle in cui hai già iniziato una trasformazione.
Osservala senza giudizio.
E se un pensiero critico arriva — com’è naturale — non cacciarlo via.
Osservalo soltanto.
E poi chiediti:
Se posso osservare questo pensiero… chi è che osserva?

Ora che hai davanti a te i tuoi fogli, le tue deviazioni e le tue alleanze, ti propongo un piccolo rito.
Un gesto semplice, ispirato al lavoro psico-magico di Jodorowsky, che unisce materia e simbolo, pensiero e terra.

Prendi tutti i fogli e avvolgili in un panno. Può essere un pezzo di stoffa che hai in casa, un tessuto a cui tieni, un colore che per te ha significato. Quel panno diventerà un contenitore, quasi una pelle provvisoria, che accoglie ciò che hai scoperto.

Poi esci, se puoi, e trova un punto di terra.
Un giardino, un vaso grande, un bosco, un orto.
La terra non chiede molto: chiede presenza.

Scava una piccola fossa e depone il fagotto dei tuoi fogli.
Non si tratta di “cancellare”, ma di restituire alla terra ciò che hai riconosciuto dentro di te.
Un’ombra che si libera, un seme che si prepara.

Se ti va, pianta sopra una piccola pianta.
Una pianta vera, che crescerà col tempo.
Un simbolo vivo del lavoro che hai iniziato.
Ogni volta che la vedrai, saprai che qualcosa dentro di te sta germogliando, anche quando non te ne accorgi.

Se non puoi piantare nulla, va bene anche un sasso, un oggetto simbolico, un gesto silenzioso.
Ciò che conta è l’intenzione: dare un corpo al movimento interiore.

Non serve aggiungere altro, né interpretare il rito.
I rituali funzionano perché parlano al linguaggio profondo dell’inconscio.
E torneremo presto su questi temi, perché nelle prossime puntate ci immergeremo insieme nell’universo psico-magico di Jodorowsky e di come i simboli, quando diventano azione, possano trasformare il nostro modo di vivere ed essere.

Per ora lascia che questo gesto lavori dentro di te.
Come un seme sotto la terra, invisibile ma vivo.

Quello che hai fatto oggi è un gesto potente.
Hai ascoltato le tue voci interiori, e hai iniziato a farle collaborare.
Hai osservato con delicatezza e hai espresso un’intenzione di trasformazione suggellando tutto questo con un potente rito.

Questi due episodi — usciti a distanza di quindici giorni — sono il seme di un lavoro che germoglierà nel tempo.
I semi lavorano in superficie, ma soprattutto in profondità: fanno spazio, aprono radici, preparano terreno.

Nel Cerchio di Asclepio continueremo questo cammino.
Per ora lasciamo che questi semi lavorino in te.
Sono gli stessi principi che guidano il mio lavoro in studio e online, insieme alla naturopatia e alla medicina cinese che operano principalmente sul centro materiale.

Ti aspetto nella prossima puntata.
Se senti che questo lavoro può aiutare qualcuno, condividi questa puntata.
E se vuoi continuare questo percorso insieme a me, seguimi e unisciti al gruppo Telegram del Cerchio.

A presto, con un altro passo nel Cerchio di Asclepio.

Hai domande o desideri ulteriori informazioni?

Non esitare a contattarmi! Sono a tua disposizione!. Compila il modulo qui sotto, ti risponderò il prima possibile .

1 + 3 =

Potrebbe interessarti anche…

Il Rapporto Flexner

Il Rapporto Flexner

E se la medicina moderna nascesse da una scelta… e non da una verità assoluta?Un viaggio tra storia, errori e consapevolezza.Quando la scienza diventa dogma, cosa perdiamo?Forse la capacità di...

leggi tutto
Stress

Stress

Se il corpo non riesce più a rilassarsi… non è debolezza.È un sistema in allerta da troppo tempo.Lo stress cronico ha un linguaggio preciso.Imparare ad ascoltarlo cambia tutto....

leggi tutto

mauro zanardelli

Sono un naturopata, iridologo, riflessologo. Dopo il diploma in Naturopatia ho approfondito lo studio della fitoterapia seguendo corsi di nutrizione e fitoterapia integrata, corsi sul sistema endocrino e neuroendocrinologia in fitoterapia, fitoterapia oncologica e riassetto dei problemi intestinali e della sindrome metabolica con approccio naturale. Oltre all’utilizzo delle piante ho proseguito nello studio della riflessologia plantare, della tecnica metamorfica, e creato la tecnica Kintsugi, una tecnica particolare che unisce il lavoro sul corpo con i principi della psicosomatica. Iscritto al registro degli Operatori delle Discipline Bio Naturali seziona Naturopatia con il codice 2016/NT373 istituito dal comitato Tecnico Scientifico della Lombardia.
Share This