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Mauro Zanardelli

naturopata

benessere naturale

Acufeni

da | Feb 20, 2026 | naturopatia | 0 commenti

Un sussurro all'orecchio

È notte.

Tutto tace, ma dentro la testa il suono non dorme mai.

E se l’acufene non fosse un errore…

ma una voce che chiede ascolto?

Indice

È notte. La casa è finalmente silenziosa, tutti dormono… ma dentro la tua testa c’è un suono che non si spegne mai.

Un fischio, un ronzio, un fruscio, a volte un battito che segue il ritmo del cuore.

Di giorno lo copri con la radio, con le voci, con il rumore del mondo; di notte diventa il tuo unico compagno.

Ti svegli con una sensazione di stanchezza, perché anche il sonno è stato invaso.

C’è rabbia, c’è paura, c’è la sensazione di impazzire: «Perché proprio io? Quando finirà?».

Gli acufeni non sono solo un rumore: sono un lutto per il silenzio perduto, una solitudine che risuona dentro le orecchie e dentro l’anima.

Ma qui, nel Cerchio, quel suono non è più un nemico. È una voce che vuole essere ascoltata.

Benvenuta, benvenuto nel Cerchio di Asclepio. Mi chiamo Mauro, sono un Naturopata e oggi parliamo di acufeni.

L’acufene è la percezione di un suono in assenza di una fonte esterna.

Il suono nasce all’interno del sistema uditivo: può originare dall’orecchio interno (cellule ciliate danneggiate), dal nervo acustico, dai centri cerebrali o dalla zona cervico-mandibolare.

Le cause più frequenti possono essere tante e soprattutto diverse tra loro: esposizione prolungata a rumori forti, perdita uditiva legata all’età, traumi acustici, tappi di cerume, problemi all’articolazione temporo-mandibolare, ipertensione, aterosclerosi, stress intenso, contratture cervicali cronicizzate, effetti collaterali di alcuni farmaci.

Il cervello, non ricevendo più i normali segnali dall’orecchio, comincia a “riempire il vuoto” creando un segnale fantasma. Più ci si concentra sul suono, più il circuito di allarme si rinforza. È un circolo vizioso tra la  periferia e il centro del sistema nervoso.

In naturopatia gli acufeni sono un campanello d’allarme di sovraccarico del terreno neuro-energetico.

Parliamo spesso di un terreno ossidato, infiammazione di basso grado, con deplezione della forza vitale e sistema nervoso in fase di esaurimento.

Le persone più predisposte sono quelle che vivono da anni in modalità “lotta o fuga”, che hanno consumato molto della loro energia fondamentale per troppo lavoro, preoccupazioni, rumore costante o traumi emotivi. 

Il corpo ti sta dicendo: «Non ce la faccio più a filtrare, ho bisogno di silenzio vero».

L’orecchio è l’apertura dei Reni; il Rene custodisce il Jing e governa l’udito.

Quando il Qi dei Reni è vuoto (paura cronica, superlavoro, invecchiamento, sessualità eccessiva), l’orecchio non viene più nutrito e “sente il vento”: da questo nascono i fischi.

Molto spesso si associa a un vuoto di reni anche una Salita di Yang del Fegato (provocato da stress, rabbia repressa, frustrazione): il Yang sale alla testa e crea ronzii pulsanti o sensazioni di pienezza.

Un terzo quadro frequente è la presenza di Umidità-Flegma che ostruisce l’orecchio (dieta pesante, scarsa depurazione).

Il messaggio energetico è sempre lo stesso: «Riposati profondamente, scendi dal piano di sopravvivenza, riporta il Qi verso il basso».

Claudia Rainville vede negli acufeni il grido di ciò che non vogliamo più sentire: parole pesanti, critiche, rimproveri, notizie dolorose, o anche la nostra stessa voce interiore che giudica.

Il cervello crea rumore per non farci ascoltare il silenzio che ci spaventerebbe di più, il silenzio dove potremmo finalmente sentire il dolore non elaborato.

Rüdiger Dahlke parla del “non voler sentire la chiamata”: gli acufeni compaiono spesso quando stiamo ignorando una svolta importante della vita o quando ci rifiutiamo di ascoltare la nostra anima.

Il fischio è il richiamo: «Fermati. Ascolta davvero».

Come hai capito gli Acufeni possono essere creati da tanti disequilibri differenti, ma cena se rimane sempre valida la raccomandazione che la naturopatia è sempre personalizzata sul terreno e sulla forza vitale della persona, ci sono alcuni consigli generici, che, se soffri di Acufeni, potranno esserti d’aiuto.

  1. 10 minuti al giorno di silenzio assoluto (tappi se serve) con respirazione 4-7-8: inspira 4”, trattieni 7”, espira 8”. Riporta il Yang verso il basso. 
  2. Ogni sera massaggio delicatissimo dell’orecchio e della zona mastoidea con olio di iperico tiepido (3-4 gocce) per 2 minuti. 
  3. Proteggi le orecchie dal rumore ulteriore: tappi su misura quando serve, volume basso, pause di silenzio dopo concerti o ambienti rumorosi. 
  4. Magnesio bisglicinato o citrato 300-400 mg la sera: rilassa il sistema nervoso e riduce l’iperattività delle cellule uditive. 
  5. Camminata scalzi sull’erba o sabbia 10 minuti al giorno: scarica lo Yang in eccesso e ricarica il Qi dei Reni. 
  6. Prima di dormire, esercizio del “tappo sonoro”: chiudi le orecchie con i pollici, copri gli occhi con le dita e ascolta il suono interno per 3 minuti. Paradossalmente abitua il cervello a non amplificarlo. 
  7. Fitoterapia di supporto (sempre generica): 
  • Ginkgo biloba standardizzato per la microcircolazione, 
  • Passiflora e Melissa per calmare lo Shen, o se vogliamo vederla all’occidentale la mente e il sistema nervoso
  • Biancospino per iregolare l’emotività e le funzioni cardiache, 
  • Orthosiphon e Pilosella se c’è ritenzione di Umidità.

Il miglior uso della fitoterapia è quello personalizzato, perché il terreno di ognuno risponde in modo diverso.

Se anche tu vivi con questo suono costante e vuoi affrontare un percorso che lo trasformi da nemico in maestro, prenota una consulenza naturopatica nel mio studio o online, insieme ascolteremo il tuo acufene, valuteremo il tuo terreno in medicina cinese e costruiremo un percorso su misura di riequilibrio profondo. E… ricordati di iscriverti al podcast per non perdere le prossime puntate del Cerchio.

Un giorno, quando avrai ascoltato davvero ciò che il fischio voleva dirti, il silenzio tornerà.

Non perché il suono sparirà, ma perché finalmente non avrà più bisogno di gridare. 

Ci vediamo nel Cerchio di Asclepio.

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mauro zanardelli

Sono un naturopata, iridologo, riflessologo. Dopo il diploma in Naturopatia ho approfondito lo studio della fitoterapia seguendo corsi di nutrizione e fitoterapia integrata, corsi sul sistema endocrino e neuroendocrinologia in fitoterapia, fitoterapia oncologica e riassetto dei problemi intestinali e della sindrome metabolica con approccio naturale. Oltre all’utilizzo delle piante ho proseguito nello studio della riflessologia plantare, della tecnica metamorfica, e creato la tecnica Kintsugi, una tecnica particolare che unisce il lavoro sul corpo con i principi della psicosomatica. Iscritto al registro degli Operatori delle Discipline Bio Naturali seziona Naturopatia con il codice 2016/NT373 istituito dal comitato Tecnico Scientifico della Lombardia.
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