Naturopatia – Riflessologia – Discipline Bio Naturali

Prevenzione, colesterolo ed omocisteina.

da | Mag 27, 2020 | naturopatia | 0 commenti

cuore ed omocisteina

Prevenzione, colesterolo ed omocisteina, facciamo un po’ di chiarezza.

Prevenzione. Quante volte nell’arco di una giornata sentiamo questa parola.

Siamo assuefatti da questo termine, campagne pubblicitarie in televisione ed in radio parlano continuamente di “prevenzione”, in tutti i programmi televisivi, ogni volta che si parla di benessere si sente pronunciare questo vocabolo.

Quando pensiamo alla prevenzione automaticamente ci vengono in mente medici che in laboratori asettici lavorano con delle provette, macchinari quasi fantascientifici, T.A.C., R.M.N., P.E.T. o esami invasivi e meno invasivi come la colonscopia o l’ecografia mammaria.

Pochi di noi sanno che in realtà questo tipo di prevenzione è chiamata dall’istituto superiore della sanità  “prevenzione secondaria”. 

La prevenzione primaria, probabilmente la vera prevenzione, è quella che si fa sulla persona sana, non sulla persona già ammalata.

Cosa si intende allora con il termine “prevenzione”.

La “vera” prevenzione è quella che propone la Naturopatia, cioè uno stile di vita il più possibile sano e senza stress. 

Un’alimentazione che tenga conto di quello che ingeriamo ricercando prodotti che siano meno contraffatti e conservati e l’uso di tutto quello che la natura ci regala per mantenere il corpo il più sano ed equilibrato possibile.

Questa poca chiarezza di termini crea solo una grande confusione nelle persone, che danno per scontato che l’unico modo di fare prevenzione alla malattia sia quello di fare controlli ed analisi e non quello di vivere più in sintonia con la natura.

Ulteriore confusione si genera poi quando seguendo i consigli che ci vengono dati andiamo a fare le analisi del sangue e scopriamo di avere il colesterolo alto.

Apriti cielo, il colesterolo è pericolosissimo, prendiamo subito le statine.

Ma siamo sicuri che sia così?

Il ruolo del colesterolo.

Il colesterolo, un valore ematico che tutti noi conosciamo e che è considerato un vero e proprio campanello d’allarme per la salute.

Anche in questo caso i mass media ed i medici, forse, poco aggiornati alle nuove ricerche non aiutano alla chiarezza ed alla comprensione.

Per vendere un po’ di yogurt in più (o di pastiglie anticolesterolo come le statine) sono nate delle campagne quasi “terroristiche” nei confronti di questa sostanza che, in realtà, è necessaria per il giusto equilibrio del corpo, ma che, purtroppo, viene vista come una sostanza pericolosa che è necessario abbattere per star bene.

Chiariamo un po’ la situazione vediamo le funzioni primarie del colesterolo:

  • Il colesterolo è un componente essenziale della membrana cellulare di tutte le cellule animali.
  • Si aggrega con alcune proteine della membrana cellulare formando vescicole in grado di portare il loro contenuto ai vari organi cellulari.
  • È coinvolto nella crescita e nella divisione cellulare.
  • Il colesterolo è la sostanza base per la sintesi degli ormoni steroidi come l’aldosterone, il cortisolo, il testosterone, l’estradiolo, ecc.
  • È essenziale per lo sviluppo embrionale.
  • Il colesterolo prodotto nel fegato viene impiegato in buona parte per la produzione della bile, la sostanza prodotta nel duodeno che serve per emulsionare i lipidi (grassi) alimentari e renderli assorbitili dall’intestino.

Il colesterolo è continuamente associato ad una alimentazione errata, in realtà la maggior parte di colesterolo circolante nell’organismo è auto prodotto. 

Nelle 24 ore il nostro corpo produce tra 1 e 2 grammi di colesterolo (la maggior parte del metabolismo del colesterolo avviene nel fegato) di questo solo una piccola parte viene assunta con l’alimentazione, in media da 0,1 a massimo 0,5 grammi.

Le ultime ricerche su questa sostanza sottolineano il pericolo di una bassa colesterolemia (più di una iper colesterolemia) e contestano il ruolo del colesterolo nello sviluppo della malattia cardiovascolare. 

Anche se tutto questo è risaputo, non si sa il perché (o forse si?), ancora oggi quando troviamo ad avere il “colesterolo alto” si da via ad un panico immotivato che porta ad imbottirsi di farmaci.

In realtà il colesterolo alto è da ritenere “pericoloso” quando è associato a tutti gli altri valori che ci indicano la presenza di una sindrome metabolica e diventa “veramente pericoloso” quando è presente in contemporanea con un eccesso di omocisteina, un aminoacido che raramente viene dosato nelle analisi di routine. 

Cos’è l’omocisteina.

«L’omocisteina è un aminoacido non proteico prodotta dal metabolismo della metionina».

Analizziamo il significato di questa definizione. 

Intanto la prima cosa che possiamo notare è che a differenza del colesterolo l’omocisteina non è creata dal nostro corpo, ma è un prodotto che nasce dall’elaborazione della metionina.

La metionina è un aminoacido essenziale che viene introdotto nel nostro corpo esclusivamente attraverso l’alimentazione. 

Nella trasformazione della metionina entrano in gioco tanti componenti che, quando funzionano al meglio, permettono di contenere il valore dell’omocisteina (uno scarto di questa trasformazione) sotto il livello di guardia.

Alcune vitamine del gruppo B quali, l’acido folico (vitamina B8), la cianocobolamina (B12), la pirossidina (B6), la riboflavina (B2), la betaina (una sostanza metilante) e lo zinco sono essenziali per mantenere bassa l’omocisteina nel sangue.

L’organo preposto per l’assimilazione e lo smaltimento dell’omocisteina è il rene.

Di conseguenza una carenza delle vitamine del gruppo B (e vedremo dopo in quali casi queste vitamine vengono a mancare), una insufficienza renale o un’alimentazione molto ricca di proteine animali (che contengono alte dosi di metionina) possono portarci ad una iperomocisteinemia.

L’iperomocisteinemia non è una condizione di cui ci si può accorgere, ma dobbiamo sapere che “silenziosamente”, questo aminoacido, quando è in eccesso, danneggia le pareti dei vasi sanguigni e provoca scompensi a vari livelli, indebolisce le ossa e favorisce la comparsa di malattie degenerative del sistema nervoso centrale.

Uno dei fattori principali della pericolosità dell’omocisteina alta è proprio il fatto che danneggia le pareti delle vene grattandole come fosse carta vetrata. 

La sostanza che l’organismo usa per riparare questi “graffi” alle parete venose è il colesterolo, che si deposita nei graffi a strati.

Il colesterolo perciò fa il suo lavoro, ci salva la vita riparando le pareti dei vasi e cercando di sistemare un danno mortale causato dall’omocisteina.

È la combinazione di omocisteina alta, che graffia le pareti venose e di colesterolo, che svolge il suo lavoro e ripara le pareti che diventa la principale causa della formazione di placche ateromatose.

Come abbiamo già accennato però l’omocisteina alta non crea problemi solo alle pareti venose, ma è anche concausa di una serie di patologie che in questo periodo storico, grazie ad un’alimentazione scorretta ed a un grandissimo grado di stress, stanno diventando sempre più pericolose.

Quando l’omocisteina diventa pericolosa?

I valori massimi che dovremmo riscontrare nel nostro sangue sono:

  • Donne adulte la soglia massima è pari a 10 micro moli.
  • Uomini adulti è di 13 micro moli.
  • Minori di 14 anni ambosessi è di 11,3 micro moli.

Quali sono i danni più comuni a cui possiamo andare in contro con un aumento dell’omocisteina:

  • malattie vascolari.
  • malattie cardiache.
  • infertilità.
  • cancro.
  • alzheimer.
  • spina bifida.
  • ictus.
  • trombosi.
  • depressione.
  • Ipotiroidismo.
  • psoriasi.
  • lupus eritematoso sistemico.
  • artrite reumatoide.
  • sindrome metabolica.
  • sclerosi multipla.
  • sclerosi laterale amiotrofica SLA.

Quali sono le principali cause dell’aumento di questo pericoloso amminoacido non essenziale:

  • sedentarietà.
  • alimentazione povera di nutrienti.
  • caffeina.
  • polveri sottili e l’inquinamento.
  • abuso di farmaci.
  • carenza vitamine B2, B6, B12 ed acido folico.
  • carenza di vitamina D.
  • difetto genetico.
  • ipotiroidismo.
  • psoriasi.
  • alcolismo.
  • tabagismo.

Un’altra importante causa dell’aumento di omocisteina nel sangue è l’uso di alcune classi di farmaci, vediamo quali:

  • FIBRATI – È stato scoperto (Dierkes, 2004) che l’assunzione di alcuni fibrati (classe di farmaci ipolipemizzanti) può causare iperomocisteinemia. In particolare il fenofibrato e il bezafibrato aumentano dal 20 al 40% il livello di omocisteina plasmatico. Il problema sembra essere dovuto a un’alterazione del metabolismo della creatina-creatinina e in cambiamenti nel trasferimento del gruppo metile. Questo effetto non è stato invece riscontrato con l’utilizzo di gemfibrozil (un farmaco ipolipidemizzante) e le statine. L’aumento di omocisteina a seguito di assunzione di fenofibrato può essere ridotto con l’assunzione di acido folico, vitamine B6 e B12.
  • METFORMINA – Il trattamento a lungo termine con metformina (farmaco per il trattamento del diabete) aumenta il rischio di carenza di vitamina B12, che porta a un incremento delle concentrazioni di omocisteina. Pertanto, poiché il deficit di vitamina B12 è prevenibile, occorre prendere in considerazione, durante un trattamento a lungo termine con metformina, la regolare misurazione delle concentrazioni di vitamina B12 che va in caso supplementata. Altri farmaci che possono portare a carenza di vitamina B12 e quindi a un rischio di aumento dei valori plasmatici di omocisteina sono:
  • ESOMEPRAZOLO + LANSOPRAZOLO, PANTOPRAZOLO + RABEPRAZOLO per il trattamento dell’ulcera duodenale e gastrica, esofagite da reflusso, sindrome di Zollinger-Ellison, malattia sintomatica da reflusso gastro-esofageo e ulcere associate a terapia prolungata con farmaci antinfiammatori non steroidei.
  • ESOMEPRAZOLO + NAPROXENE per il trattamento dei segni e dei sintomi di artrosi, artrite reumatoide e spondilite anchilosante in pazienti a rischio di sviluppare ulcere da FANS.
  • EVEROLIMUS per il trattamento del tumore al seno in stadio avanzato.
  • GLIBENCLAMIDE + METFORMINA, LINAGLIPTIN + METFORMINA, METFORMINA + PIOGLITAZONE, METFORMINA + SITAGLIPTIN e METFORMINA per il trattamento del diabete di tipo 2.
  • OCTREOTIDE per il sollievo dei sintomi associati a tumori endocrini gastroenteropancreatici funzionali.
  • OMEPRAZOLO per la terapia di patologie gastriche, quali l’ulcera e la malattia da reflusso gastroesofageo (GERD), oltre che per la prevenzione di possibili lesioni gastriche derivanti dall’assunzione di farmaci FANS.
  • ROPINIROLO per il trattamento del morbo di Parkinson.

Cosa possiamo fare se le nostre analisi del sangue segnalano un eccesso di omocisteina?

  • In primo luogo è importante risistemare l’alimentazione e tornare a mangiare prodotti sani e freschi, non imbottiti di conservanti, di glutammato o di grassi saturi.
  • Come abbiamo accennato in precedenza l’acido folico e le altre vitamine del gruppo B sono importanti, perciò inserire nella dieta tante verdure, soprattutto quelle con foglia verde che contengono alti dosi di acido folico. 
  • Un processo di detossinazione e pulizia del corpo e degli organi emuntori potrebbe essere un buon inizio.
  • Se non dovesse bastare l’alimentazione si possono inserire nella dieta giornaliera integratori fitonutrizionali che contengano ed aiutino l’organismo a trattenere le vitamine del gruppo B, B12, B2, B9, B6, zinco, vitamina D ed acido folico.

Di conseguenza il primo consiglio che mi viene in mente per affrontare il problema colesterolo-omocisteina attraverso la prevenzione primaria è: «rivolgetevi ad un bravo Naturopata».

La prevenzione primaria è importante ed è il miglior modo per restare in salute e vivere a lungo sani, ma quando il nostro corpo non riesce a mantenere l’equilibrio è possibile intervenire.

La Naturopatia propone un intervento delicato, non invasivo e senza controindicazioni, certo richiede impegno e consapevolezza, ma di sicuro un po’ di consapevolezza in più nella nostra vita ed un pizzico di impegno nella cura del nostro corpo non può certamente fare che del bene.

In conclusione, è corretto tenese sotto controllo il colesterolo, ma è importante valutarlo sempre in relazione all’omocisteina. 

Quando tutti e due i valori sono fuori dalla norma il nostro organismo ci sta dicendo che sta facendo fatica e che dovremmo cambiare le nostre abitudini e ritornare a nutrirci in modo più corretto.

La Naturopatia può aiutarti, con metodi naturali e non invasivi a riequilibrare l’alimentazione, abbassare il grado di stress e di conseguenza ritornare a vivere meglio ed in equilibrio con la natura.

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mauro zanardelli

Sono un naturopata, iridologo, riflessologo. Dopo il diploma in Naturopatia ho approfondito lo studio della fitoterapia seguendo corsi di nutrizione e fitoterapia integrata, corsi sul sistema endocrino e neuroendocrinologia in fitoterapia, fitoterapia oncologica e riassetto dei problemi intestinali e della sindrome metabolica con approccio naturale. Oltre all’utilizzo delle piante ho proseguito nello studio della riflessologia plantare, della tecnica metamorfica, e creato la tecnica Kintsugi, una tecnica particolare che unisce il lavoro sul corpo con i principi della psicosomatica. Iscritto al registro degli Operatori delle Discipline Bio Naturali seziona Naturopatia con il codice 2016/NT373 istituito dal comitato Tecnico Scientifico della Lombardia.