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Mauro Zanardelli

naturopata

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salute naturale

Apri le porte della percezione.

da | Dic 10, 2021 | consapevolezza | 0 commenti

fenice

Il sole si ferma.

Dicembre è un mese pieno zeppo di simboli e archetipi. Per le antiche tradizioni esoteriche dicembre era il mese in cui il sole si fermava per tre giorni per poi rinascere.

Il 21 dicembre è il giorno in cui la Terra si presenta al sole con l’angolo massimo o minimo (dipende se siamo a nord o a sud dell’equatore) tra il proprio asse di rotazione e il piano orbitale della terra, è il giorno del solstizio d’inverno.

Solstizio, un termine con un significato curioso che deriva dal latino solstĭtĭum, composto da sōl, «Sole», e sistĕre, «fermarsi»”, il Sole sta fermo.

Nell’antichità si credeva che in questi particolari periodi dell’anno (al plurale, perché il 21 giugno c’è un altro solstizio, quello d’estate) il sole si fermasse nel suo vagare per tre giorni, per poi riprendere il suo cammino (e rinascere così simbolicamente a se stesso).

I popoli antichi ritenevano che in questi due particolari periodi dell’anno (nei due giorni del solstizio e nei tre giorni successivi) si aprissero le porte per comunicare con il “mondo superiore”.

Porte che permettono all’uomo di raggiungere uno stato superiore di consapevolezza.

Per essere più precisi il mito ci racconta che nel giorno del solstizio d’inverno si aprono le porte degli Dei, mentre nel giorno del solstizio d’estate si aprono quelle dell’uomo.

Per la religione diffusa al tempo dell’impero romano il reggente delle due porte era Giano Bifornte. Per gli antichi egizi erano i fratelli Seth e Osiride. Per i cristiani San Giovanni Battista, nato tre giorni dopo il solstizio d’estate e Gesù, venuto alla luce, come tutti sappiamo, tre giorni dopo il solstizio d’inverno.

Questo periodo dell’anno, è perciò considerato un momento molto particolare, dove “gli Dei” simbolicamente aprono le loro porte o per meglio dire, dove per l’Uomo è più semplice entrare in risonanza con il proprio Dio interiore in realtà inizia 13 giorni prima del giorno più importante per tante tradizioni e religioni, il 25 dicembre.

Per la precisione le “porte della percezione” iniziano a schiudersi il giorno dedicato, nell’antichità alla Dea della Luce, o per i cattolici il giorno di Santa Lucia, il 13 dicembre.

Nella tradizione romana il 13 dicembre si festeggiava Cerere (Demetra per i greci), la Dea della terra, della fertilità e della nascita, l’archetipo femminile per eccellenza, rappresentata con una corona di spighe sul capo e una fiaccola in una mano con fiamma viva con cui aiutava ad illuminare il periodo più freddo e buio dell’anno.

In questo giorno, quello che agli antichi sembrava il più corto dell’anno per il fatto che il sole tramonta prima di tutti gli altri giorni (ora noi sappiamo che in realtà il giorno più corto è il 21 dicembre), si accendevano grandi fuochi propiziatori e si faceva ardere un grande ciocco di quercia, simbolo della luce che attraverso la sua forza riesce a vincere sull’oscurità.

Il seme della luce inizia a germogliare nel massimo momento di oscurità.

La filosofia cinese ha rappresentato al meglio questo concetto attraverso il simbolo del Tao, dove troviamo il seme Yang (un piccolo punto bianco) all’interno del massimo Yin (la parte nera) e viceversa il seme Yin (il punto nero) all’interno del massimo Yang (la parte bianca).

yin yang

È proprio nel giorno più buio dell’anno che la luce spalanca le porte della consapevolezza al nostro Dio interiore.

Ed è proprio in questi 13 giorni che ognuno di noi ha l’opportunità di entrare più facilmente in contatto con il proprio Io superiore, il proprio “Dio interiore” e rinascere a se stesso con una nuova consapevolezza.

Dal punto di vista individuale, questi giorni rappresentano l’inizio di una metamorfosi silenziosa della propria consapevolezza che ha il suo culmine il 25 di dicembre.

In questo breve periodo di tempo che va dal 13 dicembre, il giorno in cui la luce svanisce prima, al 25 dicembre, il giorno che rappresenta in tutte le tradizioni l’archetipo della nascita, il tempo appare sospeso, dilatato, immobile.

La coscienza attiva rappresentata dall’archetipo del Sole (il maschile, l’azione, il mentale) si riduce al minimo e l’Ego, “il controllore”, lascia spazio alla creatività, agli impulsi, all’inconscio legati all’archetipo della Luna (il femminile, l’introspezione, il sentimento).

Questi sono giorni di profonda trasformazione della coscienza per chi si permette di vivere le proprie emozioni e abbandona il controllo dell’Ego. 

Giorni che ci danno modo di abbandonare le vecchie convinzioni ormai cristallizzate per lasciare spazio a nuovi paradigmi che prendono vita nella nostra parte più profonda e creativa e con cui possiamo affrontare con rinnovata energia il nuovo anno.

Giorni in cui è importante restare in ascolto per comprendere quello che “gli Dei” (o il nostro Io superiore) ci vogliono confidare.

Visto che le porte sono aperte e la comunicazione è più semplice, perché non approfittare di questo momento magico, della forza dell’archetipo della Luna e della nostra creatività per connetterci direttamente con il nostro Dio interiore attraverso un rituale di rinnovamento?

Avrai bisogno di:

  • Un quaderno o dei fogli di carta
  • Una penna o una matita.
  • Uno spillo.
  • Una ciotola di vetro.
  • Dei fiammiferi o un accendino.

Il rito

  • Approfitta di questo periodo che va dal 13 dicembre, il giorno della Dea della Luce, al 24 dicembre, il giorno della nuova nascita e ascoltati. Cerca di acquietare la mente, di tenere a bada l’Ego e di percepire quello che hai dentro. Ascolta le tue emozioni.
  • Ogni sera, prima di andare a dormire, per questi 12 giorni, prendi il quaderno o dei fogli di carta, una biro e scrivi per 10 minuti. Lascia fluire le parole, non preoccuparti della grammatica, delle virgole o della calligrafia. Lascia che sia il tuo Io interiore a parlare. Non pensare, fai lavorare l’istinto. Lasciati andare, senza censure, senza giudizio. Se fai fatica e sembra che non ti venga niente da scrivere inizia con lo scrivere di come ti senti fisicamente. Senti freddo? caldo? La sedia è scomoda? Ti fa male un braccio? Ti prude una gamba? Ascoltati e vedrai che le parole inizieranno a fluire. Scrivi delle tue emozioni, delle sensazioni che percepisci, di quali sono le tue speranze e le tue paure. Perdi il controllo. Smetti di pensare e lascia andare le parole e soprattutto smetti di giudicarti. Va tutto bene.
  • Quando hai finito di scrivere, non rileggere, riponi i fogli o il quaderno in un posto sicuro e vai a dormire.
  • Il 25 dicembre prendi un nuovo foglio di carta e disegna al suo centro un cerchio abbastanza grande per poterci scrivere dentro (oppure scarica l’immagine che trovi in fondo alla pagina e stampala).
  • Riprendi tutto quello che hai scritto nei giorni precedenti e rileggi (se lo fai ad alta voce è meglio).
  • Dividi simbolicamente il cerchio che hai appena disegnato in due con una linea orizzontale. Nella parte alta del cerchio scrivi: «IO SONO…» e completa la frase scrivendo in una sola parola o una sola frase che emozioni stai vivendo dopo aver riletto quello che hai scritto. A che punto sei nel tuo cammino di vita. Chi sei in questo momento. Cerca di essere il/la più sintetico/a e il più preciso/a possibile nel definirti.
  • Nella parte inferiore del cerchio scrivi: «DESIDERO…» e completa la frase chiedendoti con cosa o con quali caratteristiche vuoi “rinascere” nel nuovo anno. Non fare cento richieste, usa quello che hai scritto, quello che è emerso dal tuo inconscio in questi 12 giorni per individuare qual’è il cambiamento davvero importante per te in questo momento. Ascoltati, fidati di quello che hai scritto. Cerca di essere il più specifico possibile, non fare richieste generiche come: «desidero diventare ricco/a» oppure: «desidero essere felice». Il tuo Io superiore ha bisogno di richieste precise e specifiche. Essere ricco/a non vuol dire niente, quello che per te è tanto, per qualcun altro può essere poco. Lo stesso discorso vale per la felicità, quello che rende felice te può creare problemi a qualcun altro. Chiedi quello che davvero senti di volere e chiedilo in modo definito e preciso. 
  • Una volta che hai messo per iscritto la tua richiesta all’Universo, apponi la tua firma fuori dal cerchio e poni, come sigillo alla richiesta, una goccia del tuo sangue. Prendi un ago e fai una piccola puntura ad un polpastrello del dito, ne basta una sola piccola goccia.
  • Piega accuratamente il foglio e scegli un posto all’aperto (mi raccomando non farlo in un ambiente chiuso). Riponi il foglio piegato nella ciotola e dagli fuoco. Brucia il foglio con la richiesta completamente e mentre lo guardi consumarsi, immagina che quelle fiamme siano come quelle che avvolgono una Fenice che rinascerà a nuova vita dalle proprie ceneri. 
  • Una volta che il fuoco si è spento riporta la cenere alla terra, permetti a quello che è rimasto della tua richiesta di ritornare nel ciclo della natura dove niente finisce e tutto si trasforma.

Mi auguro che il rituale di rinnovamento possa essere lo stimolo che aspettavi per liberarti ed abbandonare le vecchie cristallizzazioni e per riconnetterti con la tua parte più profonda. 

Buon rinnovamento, buon Natale e buon anno nuovo.

pagina per rito

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mauro zanardelli

Sono un naturopata, iridologo, riflessologo. Dopo il diploma in Naturopatia ho approfondito lo studio della fitoterapia seguendo corsi di nutrizione e fitoterapia integrata, corsi sul sistema endocrino e neuroendocrinologia in fitoterapia, fitoterapia oncologica e riassetto dei problemi intestinali e della sindrome metabolica con approccio naturale. Oltre all’utilizzo delle piante ho proseguito nello studio della riflessologia plantare, della tecnica metamorfica, e creato la tecnica Kintsugi, una tecnica particolare che unisce il lavoro sul corpo con i principi della psicosomatica. Iscritto al registro degli Operatori delle Discipline Bio Naturali seziona Naturopatia con il codice 2016/NT373 istituito dal comitato Tecnico Scientifico della Lombardia.