Una “fotografia” dell’intestino…

Sabato è stata una bella giornata, una giornata di studio improntata sull’importanza del sistema enterico e sulla necessità di avere la flora batterica intestinale in equilibrio. Quasi nulla di nuovo in realtà, la vera novità sta nel fatto che ora è possibile avere una “fotografia” dello stato del proprio intestino, della flora batterica buona e di quella patogena, del grado di assimilazione delle proteine, dei grassi e dei carboidrati e del grado di infiammazione intestinale. Questa fotografia dell’intestino ora è accessibile a tutti, con un semplice test delle feci. Attraverso i risultati di queste analisi è possibile sapere effettivamente come procedere per ritrovare la salute intestinale, non più attraverso tentativi empirici (fino ad ora potevamo sospettare le cause di una disbiosi, ma non esserne certi), ma attraverso dati reali che ci quantificano quanti batteri buoni, quanti lattobacilli e quanti lieviti e funghi patogeni popolano l’intestino e in che relazione sono tra di loro. Questi squilibri della flora batterica intestinale possono portare ad una serie di patologie che a volte non vengono collegate a problemi intestinali (vedi tabella alla fine), ma che condizionano in negativo il nostro benessere.

 

Niente di nuovo dicevamo, già nel 400 A.C. Ippocrate sosteneva che: «Tutte le malattie hanno origine nell’intestino». Ippocrate non era fortunato come noi, non aveva mezzi particolari per essere certo che tutto partisse dall’intestino, ma aveva una grandissima capacità d’osservazione, in quel tempo la medicina non era di sicuro fatta da protocolli da seguire alla lettera pena l’espulsione dall’ordine. La medicina a quei tempi era sperimentazione ed osservazione. 

Nei 2500 anni passati per arrivare ai nostri tempi la medicina e l’approccio del medico è cambiato molto. Alcune cose sono cambiate in meglio, la ricerca ha permesso di conoscere sempre di più gli scambi chimici e nervosi che regolano il nostro organismo e la tecnologia ha permesso analisi sempre più approfondite. Altre cose sono cambiate in peggio, la medicina si è sempre più specializzata, ha suddiviso l’organismo in pezzi sempre più piccoli e sembra quasi che questi pezzi non siano comunicanti tra di loro (se si finisce nelle mani di un gastroenterologo si parlerà solo di intestino e difficilmente di emozioni, ma è risaputo che le emozioni svolgono un ruolo importante nella regolazione intestinale), oppure utilizza protocolli decisi da case farmaceutiche che non hanno nessun interesse a guarire (quale multinazionale lavora per perdere i clienti), ma avranno molti più interessi ad avere malati cronici a cui vendere per tutta la vita i loro farmaci.

Per fortuna esistono ancora i Naturopati e l’approccio Naturoigienistico. 

L’Italia ha avuto una grande tradizione nell’approccio naturale alla malattia. Sparsi per tutto lo stivale sono sempre esistiti centri di cura naturale e termale ed uno dei più importanti rappresentanti del Naturoigienismo a livello mondiale è stato italiano; Luigi Costacurta.

Costacurta sosteneva che per riportare l’organismo ammalato ad uno stato di salute era necessario partire dal riequilibrio termico dell’intestino. Secondo Costacurta tutte le malattie si generano da un innalzamento della temperature intestinale dato da un alimentazione scorretta, stress, inquinamento, ecc. che richiama grosse quantità di sangue spostandolo dalla periferia del corpo. L’innalzamento della temperatura (infiammazione) crea degli squilibri (disbiosi) che vanno ad incidere nell’assorbimento degli alimenti ingeriti e nelle funzioni del sistema immunitario (che risiede al 70% nell’intestino). Per abbassare la temperatura dell’intestino si può agire principalmente sull’alimentazione e poi utilizzando acqua, terra, sole, massaggi e sauna e se necessario integrando con alcune piante si può cercare di raggiungere l’equilibrio termico del corpo. Anche per Costacurta, come per Ippocrate era importante l’osservazione, alcune tecniche utilizzate ancora adesso si sa che funzionano, ma il più delle volte non si conosce con precisione il perché funzionano.

Ora come dicevamo all’inizio abbiamo la possibilità di vedere come lavora l’intestino ed attraverso queste analisi possiamo vedere una fotografia attuale delle funzionalità intestinali e capire come procedere per riequilibrare questo sistema così delicato ed allo stesso tempo così importante. 

 

Importante perché una disbiosi o una sindrome dell’intestino permeabile (leaky Gut Syndrome), oltre che portare gonfiori, dolori intestinali, stipsi o diarree è alla base di molte altre patologie che si sviluppano in altre zone del corpo che fino a poco tempo fa non venivano ricondotte a problemi intestinali come:

Al sistema nervoso:

  • depressione
  • ansia
  • mente annebbiata
  • sclerosi multipla

Alle articolazioni:

  • artriti
  • artrite reumatoide
  • fibromialgia

Alle mucose:

  • sinusiti
  • cefalee
  • riniti croniche
  • allergia
  • asma

Alla pelle:

  • eczema atopico
  • allergie
  • psoriasi
  • rosacea
  • micosi

Metabolici:

  • deposito di grasso
  • scarsa energia

Al sistema ghiandolare

  • tiroidite autoimmuni
  • insufficienza surrenalica

Avere un intestino in ordine, una sana alimentazione, svolgere attività fisica costante, respirare correttamente e cercare il più possibile di seguire i ritmi dettati dalla natura sono una vera e proprio panacea per tutti i mali. Per chi fosse interessato ad intraprendere questo percorso di riavvicinamento alla salute attraverso metodiche naturali e non invasive può contattarmi alla mail: info@maurozanardelli.com

2 thoughts on “Una “fotografia” dell’intestino…

  1. Salve vorrei chiedere alcune delucidazioni sulla “fotografia”. Per quanto ho letto, la microflora batterica che popola intestino , è variabile assai tra la prima parte dei visceri , int.tenue, più dedita ad assorbimento diretto di sostanze tramite i villi, e seconda parte, int. crasso, dove principalmente si prepara espulsione del grosso materiale solido non utilizzato. Qui si van formando le feci e credo che l’attività e la varietà microbica sia massima. Oltre ad acqua nel crasso si riesce ad assorbire anche alcune sostanze che provengono dalla simbiosi con i batteri, tipo la b12 , e poco altro. Allora mi chiedo come sia possibile dal solo analisi feci, ricavare informazioni su intestino tenue e le sue eventuali problematiche riguardo ad assorbimento, o sue disbiosi ? Grazie

    1. Buongiorno Stefano, grazie per l’attenzione. L’articolo è, come avrai sicuramente capito, una spiegazione semplificata di tutto quello che è possibile vedere attraverso le analisi delle feci. Le feci sono lo scarto di quello che abbiamo metabolizzato, di conseguenza controllando il suo contenuto possiamo farci un’idea di come il nostro intestino funziona. Trovare grassi e cristalli di calcio, per esempio, permette di capire come funziona il fegato. Incontrare proteine non digerite ci permette di valutare le funzioni gastriche, ed i carboidrati indigenti ci parleranno della funzione pancreatica. La calprotectina è un marker dell’infiammazione della mucosa intestinale e la zonulina ci indica se c’è un problema di intestino permeabile. Trovare escherichia coli o clostridium (flora batterica saprofitaca) in grosse quantità e magari non trovare tracce di lactobacillus e di bifidobacterium (flora batterica buona) ci da indicazioni precise di come funziona l’apparto intestinale. Attraverso le analisi degli scarti del nostro metabolismo possiamo ricavare molte informazioni e farci un’idea precisa di come sta lavorando l’intestino e tanto altro ancora.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *