trofologia

coloriTrofologia, una strana parola per un concetto semplice. Trofologia significa “scienza della nutrizione”, la Trofologia non propone diete, ma studia quali sono le caratteristiche degli alimenti e come gli stessi si comportano una volta che l’essere umano o l’animale li introducono dentro di se. La Trofologia indaga il rapporto tra gli alimenti e come si comportano le associazioni dei vari elementi che introduciamo attraverso il cibo. Assieme alla dottrina termica del corpo ed all’iridologia, la trofologia è stata, prima, portata alla conoscenza del nostro paese e poi approfondita dal grande Maestro Luigi Costacurta, il precursore Italiano del naturigienismo e della naturopatia moderna.

Per un Naturopata quello che ci insegna la Trofologia è importante, imparare ad alimentarsi in modo corretto è alla base di qualunque tentativo di riequilibrio della forza vitale di un individuo, inserire un carburante pulito ed il meno possibile contraffatto permette di far funzionare al meglio la macchina che la nostra Anima ha avuto in dotazione. Non prendersi cura del nostro corpo e concentrarsi solo sulla nostra interiorità non solo non è una scelta sensata, ma va contro natura, l’uomo non è solo un agglomerato di organi come non è solo Anima o Spirito o Es o come lo si preferisce chiamare, ma è una entità molto complessa dove tutto deve funzionare al meglio.

Culturalmente, per l’uomo moderno, l’alimentazione ha acquistato un valore che va ben oltre al solo concetto di inserire nutrienti vitali nel proprio corpo, il cibo per noi ha molti significati oltre quello di apportare nutrimenti, mangiare è uno status symbol, quante persone scelgono un ristorante costoso o di pregio per rimarcare il proprio stato sociale o scelgono di mangiare da Mac Donalds per sentirsi parte di un gruppo (i paninari negli anni ’80), negli ultimi anni il cibo è visto anche come un’espressione della creatività, siamo circondati da trasmissioni televisive dove quello che una volta era chiamato cuoco ora è chiamato Chef ed è osannato e portato in palmo di mano per la propria creatività nel creare un piatto. A volte il cibo viene utilizzato come gratificazione o come sostituto di un affettività mancante, attraverso il blog vorrei affrontare ed approfondire questi temi che sono alla base di un malessere diffuso che sfocia in tante diverse patologie e soprattutto in disordini alimentari come la bulimia e l’anoressia. A volte il cibo è utilizzato come atto sociale, chi di noi non gradisce andare a cena con gli amici; al primo appuntamento un buon ristorante può farci fare bella figura; quanti affari si sono conclusi d’avanti ad un bel piatto ed un buon bicchiere di spumante. Con il risveglio delle coscienze, sempre di più, come alimentarsi è diventata una scelta etica, vegetariani e vegani che fino a poco tempo fa erano considerati delle mosche bianche ora stanno diventando un movimento che inizia ad incidere sulle scelte delle grosse multinazionali e stanno interessando sempre di più gli studi di marketing. Assistiamo all’espandersi dell’agricoltura biologica (visto la quantità di biologico in circolazione sembrerebbe che tutte le coltivazioni siano bio), alla nascita di supermercati per vegetariani (che non usano carne, ma imbottiscono i propri prodotti di oli insalubri come l’olio di palma). Quasi tutti i ristoranti, poi, hanno nel proprio menù una serie di piatti con solo alimenti vegetali, che vengono preparati senza la minima cognizione di cosa significhi essere vegetariano, cuocendo magari nella stessa pentola in cui è stato appena preparata una bella bistecca al burro.

Purtroppo quando una scelta così importante come quella del passaggio ad un’alimentazione fatta di soli prodotti vegetali è fatta senza una seria base culturale, ma solo per moda o per etica può creare seri problemi fisici, decidere di mangiare solo alcuni alimenti, così come mangiare tutto indiscriminatamente fidandoci delle pubblicità o delle immagini patinate vendute delle grosse multinazionali dell’alimentazione non ci condurrà verso un mondo popolato da persone sane, ma verso una serie di patologie che sempre di più, già in questo momento, colpiscono anche i nostri giovani, sindrome metabolica, diabete, obesità affliggono quasi il 30% della popolazione Europea, soprattutto quella giovanile, e purtroppo la tendenza è quella di peggiorare questa situazione sempre di più.

È fondamentale un ritorno ad una maggiore consapevolezza di cosa sia un alimento, è importante conoscere per saper scegliere al meglio, conoscere quali sono le combinazioni alimentari che portano allo squilibrio termico del corpo o ad un suo riequilibrio, conoscere quali sono e come si comportano i minerali, gli idrati di carbonio (o glicidi o carboidrati), i grassi (o lipidi), le proteine (o protidi), le vitamine, ma anche di cosa provocano al nostro corpo i residui della decomposizione degli elementi appena citati. Conoscere e capire cosa comporta l’utilizzazione delle sostanze nutritive, degli scarti della lavorazione di queste sostanze e di come tutto questo incide sul nostro benessere. Tale processo viene chiamato Metabolismo e può essere costruttivo, di assimilazione (anabolismo) o distruttivo, di dissimilazione (catabolismo). Conoscere i processi di lavorazione industriale dei prodotti che normalmente compriamo per capire se davvero sono “nutrienti” e quali additivi vengono utilizzati per rendere più gradevole alla vista un prodotto che deve finire nel nostro intestino.

La consapevolezza e la conoscenza ci permettono di poter scegliere quello che è meglio per noi ed attraverso questa nuova coscienza finalmente possiamo smettere di lasciare ad altre persone le scelte sulla nostra vita sulla nostra alimentazione.

La Trofologia propone un ritorno ad un alimentazione sana, priva di tutti i prodotti chimici e artificiali che l’industria moderna ha inserito nel cibo per renderci dipendenti, con il giusto equilibrio di nutrienti e le giuste quantità, con una particolare attenzione alle combinazioni alimentari ed ai metodi di cottura (con la cottura ad alti gradi circa l’80% delle sostanze nutritive viene distrutto ed il restante 20% viene trasformato).

Nel consulto Naturopatico, attraverso un colloquio ed attraverso l’analisi dell’iride è possibile individuare quali sono gli squilibri costituzionali (il terreno) e quali sono gli squilibri funzionali (il modo di vivere e di nutrirsi, lo stress ecc.) che hanno portato al malessere e di conseguenza apportare i cambiamenti nel modo di nutrirsi e se necessario un integrazione fitoterapica per sostenere la detossinazione del corpo e la rivitalizzazione dello stesso.

Esistono comunque dei principi generali per una sana alimentazione (chiaramente nell’ambito del possibile, nel pieno rispetto delle esigenze personali di ciascuno) che aiutano a mantenere il corpo libero da un eccesso di tossine.

Di seguito un piccolo elenco ed alcune indicazioni e consigli di ordine alimentare secondo i principi della naturopatia moderna e dell’alimentazione naturale. Tutti i consigli mirano a creare le condizioni migliori per non generare tossine, acidosi e febbre intestinale nell’organismo ed un corrispondente affaticamento negli organi.

Alcune indicazioni sono molto rigorose, altre più generiche: lo scopo principale di questa esposizione è solo informativo, giusto per avere un minimo di conoscenze con cui iniziare a gestire la propria alimentazione in modo semplice e naturale.

PRINCIPI GENERALI

  1. Una corretta e sana alimentazione è in grado di curare corpo, mente e spirito.
  2. Cerca di mangiare in condizione di calma e tranquillità: se sei stanco, nervoso, arrabbiato o sotto stress tali condizioni rimarranno impresse fino alla completa digestione del cibo ingerito.
  3. Cerca di masticare i cibi il più possibile, o per lo meno di prestare attenzione alle sensazioni che il tuo organismo riceve attraverso il cibo introdotto in bocca, in quanto ogni cibo è innanzitutto un nutrimento di natura emozionale ed energetica e secondariamente anche di natura fisica: è importante essere consapevoli di cosa si introduce!
  4. Nel tenere sotto controllo l’alimentazione, sia con finalità salutistica sia con finalità specificatamente dimagrante, sarebbe opportuno sottoporsi al “Test delle intolleranze alimentari” (con metodo kinesiologico, con il Vega Test oppure con il biotricotest). In tal modo è possibile eliminare dalla propria dieta quegli alimenti che stanno intossicando l’organismo: in ogni caso la migliore dieta dimagrante è una dieta disintossicante!
  5. Gli alimenti per te intolleranti che non riesci ad eliminare completamente dalla dieta (un protocollo di disintossicazione dura almeno 3 mesi) possono essere assunti con lo schema seguente per ridurne la tossicità: se 1 giorno viene ingerito l’alimento non tollerato dall’organismo, per i 3 giorni successivi va evitato assolutamente, e così via: 1 giorno sì e 3 no!
  6. Riduci l’assunzione, se non sei in grado di eliminarla, di latte, caffè, carne e alcolici. Ricorda che l’essere umano e’ l’unico mammifero che si nutre ancora di latte dopo la fase dello svezzamento… e per giunta di un’altra specie animale! Il caffè è un’eccitante e altera il ritmo neurovegetativo, la carne è colma di “tossine della putrefazione” ed è un forte inquinante psichico ed energetico, l’alcool si collega ad un’egregora (forma pensiero) particolarmente pesante connessa alla dipendenza e all’abuso.
  7. Lo zucchero bianco andrebbe eliminato completamente, poiché risulta sempre tossico (energonegativo a tutti i test bioenergetici).
  8. Cerca di mangiare molti cibi crudi ed i più naturali possibili, privilegiando, quindi, pane e pasta integrali, frutta e verdura di stagione; evita, invece, i cibi manipolati geneticamente e quelli conservati, o quelli troppo lavorati poiché hanno perso il loro valore vitale.
  9. Prova a seguire una dieta dissociata cercando di non associare carboidrati (pane, pasta, riso, patate) e proteine (carne, uova, formaggi, soja, legumi) nello stesso pasto; questo perché se si associamo cibi differenti l’organismo fatica molto per digerirli insieme. Una buona abitudine generale è quella di mangiare a pranzo un primo con verdure e a cena un secondo con verdure.
  10. Cerca di mangiare a pasto un solo tipo di proteine (no carne + formaggi, ad es.).
  11. Dopo le proteine evita di mangiare dolci e gelati.
  12. Cerca di mangiare un solo tipo di legumi per pasto e non abbinarli con le proteine animali.
  13. Mangia prima le verdure crude (ad es. un’insalata mista) come antipasto; questo favorisce la secrezione dei succhi gastrici e facilita la digestione.
  14. Evita se possibile di associare: pomodoro + latticini, pomodori + carboidrati, cereali + zuccheri, latte + caffè.
  15. Non mangiare le patate dopo la pasta o il pane; è preferibile mangiarle da sole o abbinate a verdure e piccole quantità di carne o pesce.
  16. Evita le cotture prolungate ed in acqua, perché vi è distruzione o dispersione di elementi nutrizionali ed inoltre l’acqua di cottura ristagna tra le fibre e diluisce i succhi gastrici, allungando la digestione. Molto meglio la cottura a vapore.
  17. Per quanto riguarda l’utilizzo del pomodoro (a cui molte persone tra l’altro sono intolleranti) la cosa migliore è consumarlo soprattutto d’estate, crudo e ben maturo; mentre in inverno andrebbe mangiato ogni tanto e non cotto.
  18. La frutta andrebbe mangiata tra un pasto e l’altro, perché assunta contemporaneamente ad altri alimenti determina fermentazione nell’intestino, ed è meglio mangiarne un tipo per volta. Se si vuole mangiare diversi tipi di frutta bisognerebbe aspettare almeno un’ora tra un’assunzione e l’altra.
  19. L’acqua andrebbe bevuta lontano dai pasti, per non diluire i succhi gastrici, e dovrebbe avere un residuo fisso a 180° inferiore a 50 mg/l, soprattutto se si fanno cure disintossicanti (osserva quindi le etichette). D’inverno è sconsigliabile bere molta acqua e fredda perché danneggia l’energia dei reni, meglio sostituirla con tisane o the bancha (che non contiene teina ed è disintossicante).
  20. Cerca, in ogni caso, di ascoltare il tuo organismo, evitando quei cibi che senti essere troppo pesanti o che non riesci a digerire.
  21. Se dopo un pasto hai dei problemi di digestione: salta il pasto successivo (antica regola ippocratica!).
  22. Ogni tanto fai un giorno di digiuno completo, bevendo solo acqua (o al limite succhi di verdure). E’ meno complicato di quello che potrebbe sembrare e dona una sensazione di leggerezza e pulizia unica, se la prima volta che lo esegui insorge qualche sintomo (ad es. mal di testa) è normale perché il corpo sta eliminando le tossine cellulari, in tal caso sarebbe utile abbinare anche un ciclo di sauna.
  23. Oltre ad una sana alimentazione risultano fattori indispensabili per la salute: il riposo, l’esercizio fisico, una respirazione corretta ed un atteggiamento positivo nei confronti della Vita.
  24. L’uso, sotto controllo, dell’enteroclisma aiuta le prime fasi della disintossicazione.
  25. Come ultimo consiglio precisiamo che nessuna regola generale può sostituire l’ascolto del proprio corpo e delle sensazioni che ricevete dall’introduzione dei vari alimenti: imparando ad ascoltarsi è possibile sapere quali cibi evitare e quali preferire in ogni momento dell’anno così come nell’arco della giornata, è possibile inoltre sapere se mangiare e quanto ed imparare così a gestirsi in maniera soddisfacente.

Se sei interessato ad approfondire l’argomento:

La Nuova DieteticaLa Nuova Dietetica
Equilibrio termico del corpo – Combinazioni alimentari – Trofoterapia – Trofologia – Prandioogia – Trofogastronomia
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