Il tocco del piede, la Riflessologia Plantare

desenzano.01-08«See, va beh, ora vuoi venirmi a raccontare che se mi tocchi i piedi mi fai passare il male al collo? Cosa centra il mio torcicollo con l’alluce del piede? Non venirmi a raccontare delle favole»

Questo è stato il mio primo approccio alla Riflessologia plantare.

Le mie obiezioni furono accolte con un sorriso e con un semplice invito: «Se ti va possiamo provare, tanto se non funziona, come tu credi, al massimo non succede nulla, accarezzare i piedi non ha controindicazioni».

«Effettivamente», pensai, «il massimo che mi può accadere è quello di portarmi a casa una coccola e di tenermi il collo indolenzito. Facciamoci fare questa benedetta “riflessologia”, al massimo al torcicollo ci pensiamo più tardi con una bella pasticca di antidolorifico».

Fu così, che senza troppa convinzione mi sdraiai sul lettino e mi abbandonai alle carezze ed alle manovre di questo strano personaggio conosciuto da pochi minuti che mi raccontava di come il nostro corpo non è diviso in piccoli pezzi ma è un unica entità ed è in una continua ricerca di un equilibrio. Che il nostro organismo non è solo chimica e fisicità, ma che oltre a quello che possiamo toccare e misurare c’è un elemento più sottile che è chiamato, in alcune parti del mondo, “forza vitale”, in altre “energia” ed in altre ancora “vita” e che questa “energia vitale” unita al corpo fisico è il mezzo utilizzato dalla nostra Anima per poter fare esperienza. Che esistono delle leggi al di sopra ed al di là delle leggi Cartesiane, questi leggi sono chiamate “i 7 Principi Universali” e che lo studio di questi principi ci porta a ragionare su un piano diverso da quello che utilizziamo normalmente e ci aiuta ad entrare in una visione “analogica” dell’esperienza che chiamiamo esistenza, dove possiamo comprendere come e perché toccando un punto del corpo possiamo stimolarne un’altro di riflesso. Che la Riflessologia plantare non è un gioco, ma è in realtà un percorso di studi lungo e complicato che porta prima ad analizzare se stessi e poi ad entrare in “relazione d’aiuto” con il prossimo.

Questo è stato il mio primo impatto con la Riflessologia e con il mondo della naturopatia. Tutto questo nei primi minuti di trattamento prima di chiudere gli occhi e lasciarmi andare come mi consigliò il “mio Riflessologo”, poi… subito dopo…, pace…, uno stato di rilassamento totale…, un’esperienza d’abbandono del corpo ed un emergere di sensazioni che non ricordavo aver dentro.

Con questo post vorrei cercare di chiarire un po’ cos’è questa benedetta Riflessologia Plantare, una pratica di cui ultimamente si sente, sempre di più, parlare e che a delle persone abituate ad una visione della salute collegata alla sola medicina allopatica può sembrare un massaggio si piacevole ma che più di tanto non può fare per la nostra salute.

Cerchiamo di chiarire alcuni punti:

  1. Cosa è la Riflessologia Plantare?
  2. Come funziona?
  3. Per cosa può essere d’aiuto?

1. La Riflessologia Plantare è una tecnica dolce di riequilibrio energetico e funzionale dell’organismo della persona. Il piede, soprattutto la pianta è una delle zone del corpo con più recettori nervosi, innumerevoli tradizioni antiche hanno utilizzato il piede ed il massaggio del piede per rilassare e cercare di riportare in equilibrio le funzioni organiche del corpo. La Riflessologia moderna nasce attraverso le osservazioni del dott. W.H.Fitzgerald, un medico statunitense che alla fine del 1800 iniziò a studiare i “metameri”, suddividendo il corpo in 10 linee verticali ed in 3 orizzontali, e che notò che la stimolazione di precisi punti del corpo creava dei rilasci di tensione in altre zone del corpo lontane da quelle toccate nel trattamento. In realtà questo effetto esiste in tutto il corpo non solo nei piedi, tanto che è stata codificata nel tempo la Riflessologia facciale, la Riflessologia dell’orecchio ecc. Il piede, si è visto nel tempo, ha una risposta particolarmente precisa e sensibile alla stimolazione ed unendo le antiche tradizioni che ci sono state tramandate alle nuove ricerche della fisica quantistica le mappe utilizzate nello studio della Riflessologia plantare sono sempre più dettagliate.

2. La Riflessologia Plantare agisce principalmente coinvolgendo i due più importanti sistemi che governano l’equilibrio della salute della persona, il sistema nervoso ed il sistema endocrino. Toccare un punto preciso del piede permette di inviare uno stimolo al cervello che attraverso il rilascio di endorfine e di altri mediatori chimici eccita la risposta di un organo chiamato organo bersaglio. Il massaggio si può sviluppare principalmente attraverso due “visioni”, una più occidentale, legata ad un concetto organico, ed una orientale, “energetica”, basata sull’equilibrio dei 5 elementi della Medicina Tradizionale Cinese.

3. Di seguito un elenco che può aiutare a comprendere in quali situazioni una serie di trattamenti di Riflessologia plantare possono essere d’aiuto. La Riflessologia Plantare:

  • Migliora l’attività cardiaca.
  • Normalizza l’attività ormonale. (tiroiditi, iperestrogenia, …)
  • Migliora il metabolismo basale.
  • Regolarizza il ciclo mestruale. (amenorrea, menorragia, oligomenorrea)
  • Aiuta con i problemi legati alla menopausa. (vampate, secchezza vaginale)
  • Migliora tutto l’apparato urinario in casi di cistiti, uretriti, ecc.
  • È utile nei problemi legati all’infertilità maschile e femminile.
  • Migliora l’attività sessuale.
  • Migliora la circolazione venosa e linfatica ed aiuta nei casi di ritenzione idrica. (cellulite)
  • Alza le difese immunitarie.
  • Stabilizza la glicemia.
  • Ristabilisce l’ossigenazione dei tessuti.
  • Aiuta nella risoluzione di crisi allergiche ed asmatiche.
  • Migliora il mal di testa.
  • Migliora l’attività intestinale. (pancia gonfia, meteorismo, stitichezza, colite, ecc.)
  • Aiuta nella digestione ed è utile nel riequilibrio delle intolleranze alimentari.
  • Migliora la pelle. (acne giovanile e tardiva, psoriasi, rosacea)
  • Aiuta gli organi emuntori, soprattutto fegato e reni.
  • Migliora gli stati di fame nervosa ed è un aiuto importante nei problemi di disordine alimentare.
  • Aiuta nei problemi di mal di schiena e dolori muscolo – scheletrici.
  • Migliora i dolori articolari. (artrite, artrosi)
  • Migliora la qualità del sonno.
  • Aiuta negli stati di agitazione.
  • È un forte aiuto nei problemi legati all’ansia.
  • Aiuta a concentrarsi meglio.
  • Migliora lo stress.
  • Migliora il buon umore.
  • Aiuta a liberare le emozioni represse.

Questa è una rapida panoramica dei problemi in cui la Riflessologia plantare può essere d’aiuto. Come tutte le pratiche dolci, la Riflessologia Plantare non è invasiva, non è dolorosa e non ha particolari controindicazioni se non in pochi casi particolari, ad esempio:

  • I punti riflessi dell’ipofisi, della tiroide, dell’utero e delle ovaie non vanno assolutamente trattati durante i nove mesi di gravidanza.
  • Quando si sospetta una trombosi in atto.
  • Con le persone affette da diabete insulina dipendente è necessario porre particolare attenzione e controllare costantemente la glicemia. La Riflessologia plantare è particolarmente incisiva nel riequilibrio della glicemia, per questo motivo la persona affetta da diabete dovrebbe rivolgersi solo ad un Riflessologo con provata esperienza.
  • Nei primi giorni del ciclo mestruale è importante non stimolare troppo gli ormoni, di conseguenza non si lavorerà sul sistema endocrino.
  • Assolutamente non usare il trattamento Riflessologico in caso di appendicite, ulcera gastrica, diverticolite acuta e cure chemioterapiche (la Riflessologia è utile dopo i cicli di chemio per riequilibrare il sistema immunitario)

Concludendo, sono pochi i casi in cui è sconsigliata la Riflessologia Plantare, mentre sono veramente tanti gli squilibri in cui un bel trattamento Riflessologico può essere d’aiuto. Forse è proprio per tutti questi motivi che mi sono innamorato di questa pratica dolce ma al contempo molto incisiva.

A… stavo dimenticando, la compressa di antidolorifico non l’ho più presa, anzi, alla fine del trattamento neanche mi ricordavo di essermi sdraiato per il collo indolenzito, mi sentivo talmente in pace, rilassato e con la testa leggera che il dolore era solo un lontano ricordo.

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