The Times They Are a Changing

È chiaro “i tempi stanno cambiando”, Bob Dylan lo cantava nel 1964. Forse il cambiamento 54 anni fa era all’inizio, ora di sicuro ci siamo proprio in mezzo.

Non so se questa sia una fortuna o no, ma è indubbio che il periodo storico che stiamo vivendo sia un’epoca piena di novità e di cambiamenti. Tutto è in evoluzione, tutto sta cambiando molto velocemente. 

Alcuni illuminati e vari Guru dicono che siamo entrati nell’era dell’acquario, che il cambiamento è soprattutto spirituale. Boh, magri sarà così, di certo per quello che posso vedere il cambiamento in atto coinvolge cose molto materiali come il benessere delle persone (ci ammaliamo sempre prima, ma viviamo sempre di più… ammalati cronici per metà della nostra vita), il modo in cui ci nutriamo (è sempre più difficile trovare cibi sani e vitali, mentre gli alimenti poco sani costano sempre meno), il lavoro (è difficile trovare un lavoro che renda felici, ma è molto facile trovare un lavoro che ci rende schiavi). 

Cosa possiamo fare?

Accettare tutto questo, continuare a prendere le medicine che ci ha consigliato il dottore, solo perché l’ha scritto su una ricetta. Continuare a fare la coda alla cassa del supermercato o al Mac Donald, così non faccio fatica. Andare avanti a fare un lavoro che non crea più stimoli per pochi soldi aspettando di andare in pensione. 

Oppure…

Prendere per mano la propria vita. Smettere di aspettare che qualcun altro o qualcosa d’altro scelga per noi e finalmente scegliere di vivere. Informarsi e capire, diventare consapevoli che la salute è nelle nostre mani, nelle nostre scelte. Smettere di fidarsi di qualcuno che ha studiato più di noi, ma mettere tutto in discussione e vivere facendo scelte dettate dalle nostre idee, dalle nostre esperienze e non attraverso le idee e le esperienze di qualcun altro. Scegliere un lavoro non solo perché è ben pagato o perché è l’unica cosa che ho trovato da fare, ma costruirsi un futuro studiando, rimettendosi in gioco, non importa a quale età, per fare finalmente quello per cui siamo nati, vivere. 

Allora la vita diventa un’avventura da gustare fino in fondo. Allora i cambiamenti non possono più far paura, ma diventano delle sfide per migliorarsi sempre di più. Allora “gli altri” non sono più degli sconosciuti, ma diventano nostri fratelli con cui entrare in relazione e con cui condividere le esperienze.

Si, forse “The Times They Are a Changing”, e questo è una grande fortuna, una grossa opportunità di crescita e di evoluzione per chi ha la capacità di cogliere i segnali che l’universo sta inviando.

Condividere penso sia la nuova parola d’ordine. Non ha più senso chiudersi nel proprio orticello e tenere fuori tutto il mondo. Essere gelosi delle proprie cose, concentrarsi solo sulla propria crescita personale e chi se ne frega degli altri.

Le idee portanti che hanno fatto nascere la scuola di Riflessologia Podalica Tradizionale sono proprio quelle della condivisione e del cambiamento. 

Condivisione della conoscenza millenaria del massaggio del piede e cambiamento nel metodo didattico, la nostra scuola non è un posto dove si insegna, ma un luogo dove si educa alla relazione d’aiuto e ad una visione ad una nuova vita dove il massaggio del piede può diventare il mezzo per riprendere in mano la propria vita. 

Di seguito il programma ed alcune informazioni sulla Scuola di Riflessologia Podalica Tradizionale.

Scuola triennale di

Riflessologia Podalica

Tradizionale

Di 500 ore suddivise in tre anni. (Come da indicazioni del “CTS DBN” della regione Lombardia)

Piano offerta formativa.

  • 310 ore totali di formazione frontale
  • 120 ore di tirocinio in sede
  • 20 ore di tirocinio autogestito
  • 50 ore realizzazione tesi finale
  • Per un totale di 500 ore di formazione come richiesto dal Comitato Tecnico Scientifico delle 
  • Discipline Bio Naturali della Regione Lombardia.
  • Ogni anno sara suddiviso in 103 ore di formazione frontale + 40 ore di tirocinio.

Il corso si svolgerà con al massimo 10 studenti per poter offrire la massima cura nell’educazione pratica del massaggio.

Obiettivi della formazione:

1° anno: 

  • riconoscere i punti riflessi sul piede. 
  • Studio di anatomia correlata ai punti riflessi.
  • Studio della struttura energetica dei punti riflessi.
  • Anamnesi del piede, il pieno ed il vuoto.
  • Alla fine del primo anno lo studente sarà in grado di riconoscere tutti i punti riflessi del piede e di praticare massaggi personalizzati ai bisogni delle persone.

2° anno:

  • studio della Morforiflessologia del piede.
  • Approfondimento della psicosomatica correlata ai punti riflessi.
  • Anamnesi del piede, correlazioni psicosomatiche e la scheda paziente.
  • La tecnica Metamorfica.
  • Alla fine del secondo anno di studio lo studente sarà in grado di fare un anamnesi completa del piede e di correlare i segni morfologici del piede alla psicosomatica della persona.

3° anno:

  • La Cromoriflessologia energetica.
  • Personalizzazione dei trattamenti ai problemi della persona.
  • M.T.C. e quadri funzionali energetici.
  • Alla fine del terzo anno di studio lo studente sarà in grado di trattare tutti i problemi che i clienti presenteranno, sarà in grado di personalizzare i trattamenti ed intervenire sugli squilibri fisici o energetici del cliente e decidere in autonomia come trattare e quali consigli dare per il riequilibrio della forza vitale.

Il corso si svolgerà a cadenza mensile, un week end al mese da ottobre a giugno.

A chi è rivolto il corso:

A tutte le persone che vogliono imparare una nuova attività lavorativa che li porterà ad entrare in relazione d’aiuto con il prossimo, a chi vuole imparare un’antica tecnica tramandata nel tempo per riequilibrare la forza vitale in modo dolce e delicato, a chi già lavora nel mondo delle discipline Bio Naturali come kinesiologi o naturopati, dell’estetica o del mondo medico o infermieristico che vogliono integrare la riflessologia podalica tradizionale nel loro bagaglio professionale.

Non è richiesto nessun titolo di studio, ma solo la voglia di mettersi in gioco, di studiare e di crescere insieme.

Date del corso 2018.

Serata di presentazione del corso venerdì 28 settembre 2018 ore 20.00

OTTOBRE

  • Sabato 20
  • Domenica 21

NOVEMBRE

  • Sabato 24
  • Domenica 25

DICEMBRE

  • Sabato 22
  • Domenica 23

GENNAIO

  • Sabato 26
  • Domenica 27

FEBBRAIO

  • Sabato 23
  • Domenica 24

MARZO

  • Sabato 23
  • Domenica 24

APRILE

  • Sabato 27
  • Domenica 28

MAGGIO

  • Sabato 25
  • Domenica 26

GIUGNO

  • Sabato 15
  • Domenica 16

FAQ.

La riflessologia plantare è un’attività riconosciuta in Italia?

La legge non prevede requisiti per l’esercizio delle Discipline Bio Naturali. Di conseguenza chiunque può legittimamente (ma non eticamente) operare purché adempia gli obblighi fiscali e contabili e non sconfini nelle professioni disciplinate da un ordine professionale.

Se non è disciplinate e non è riconosciuta perché dovrei frequentare un corso?

Per lavorare con le persone è necessario un approccio deontologicamente corretto e di una forte professionalità. Da qui la necessità (non richiesta dalla legge, ma dalla correttezza personale) di prepararsi in modo serio ed adeguato. L’Associazione Phytoitalia ha perciò deciso di aderire al CTS – DBN della regione Lombardia. Un Comitato Tecnico Scientifico delle Discipline Bio Naturali nato sotto l’egida della regione Lombardia con lo scopo di dare delle normative comuni per le Discipline Bio Naturali ed il loro studio stabilendo un numero di ore di studio ed un piano formativo  che possa garantire serietà e professionalità.

Dopo aver fatto questo corso di tre anni posso lavorare come Riflessologo Plantare?

Si. Alla fine dei tre anni di studio sarà possibili in primo luogo iscriversi nelle liste del CTS della Lombardia come “Riflessologo”  e dopo aver sistemato la posizione fiscale lavorare sia in propio sia per conto terzi.

Sento citare spesso la legge n.4/2013, come una grande innovazione del quadro giuridico in materia di attività professionali?

La legge n.4/2013 non ha modificato la legislazione in materia di attività professionali riservate. In altre parole, ciò che era regolamentato da altre leggi resta regolamentato, mentre ciò che era libero resta libero. Ciò è reso evidente, da un lato, dal comma 2 dell’art.1, che esclude varie attività riservate, sia dal successivo comma 5, che afferma che l’esercizio della professione, come identificato dal comma precedente, è libero. Perciò da questo punto di vista la legge si limita a chiarire quanto era già disciplinato. In altre parole chi opera o vuole operare nell’ambito delle discipline bionaturali può farlo liberamente e legittimamente senza alcun obbligo con riferimento alla formazione professionale, alla relativa certificazione o all’iscrizione ad associazioni.

I professionisti non iscritti ad alcuna associazione o iscritti ad associazioni non inserite nell’elenco del MISE (ministero dello sviluppo economico) possono continuare la loro attività?

SI’, si può svolgere un’attività in proprio o presso altre strutture anche senza essere iscritti ad associazioni professionali, l’unico obbligo introdotto dalla legge, all’art.1, comma 3, è quello di fare riferimento, nei rapporti scritti con il cliente, agli estremi della legge stessa. L’inadempimento rientra tra le pratiche commerciali scorrette tra professionisti e consumatori. La disposizione è volta a rendere il più chiaro possibile il rapporto con il consumatore, evitando ogni incertezza sul contenuto delle attività e sulle caratteristiche del servizio reso dal professionista.

Che cose significa?

Il testo non stabilisce una formula specifica da utilizzare né dice se riferendosi alla legge si debba specificare il tipo di attività svolta (esempio: operatore craniosacrale, riflessologo, ayurvedico, Operatore Shiatsu – Etc.”). In assenza di un chiarimento ufficiale, sull’esatta dicitura da riportare sui documenti, ci si può limitare ad indicare solo gli estremi della legge ad esempio:

“Libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4”

oppure

“Professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4”

o nella forma più sintetica (anche per ragioni di spazio)

“Libera professione Legge 4/2013”

oppure semplicemente

“Professione Legge 4/2013”

A prescindere dalla formula prescelta, ciò che è inequivocabilmente previsto dalla legge come obbligatorio è il riferimento alla legge stessa in qualsiasi rapporto scritto con il cliente.

Per informazioni:

www.maurozanardelli.com

info@maurozanardelli.com

associazione.phytoitalia@gmail.com

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