Omocisteina: un pericolo per il nostro cuore e non solo…

Prevenzione. Quante volte nell’arco di una giornata sentiamo questa parola. Prevenzione.

Siamo quasi assuefatti da questa parola, campagne pubblicitarie in televisione e nelle radio cercano continuamente donazioni per “la prevenzione”, in tutti i programmi televisivi, ogni volta che si parla di benessere si sente pronunciare questo termine.

Quando pensiamo alla prevenzione automaticamente ci vengono in mente medici che in laboratori asettici lavorano con delle provette, macchinari quasi fantascientifici, T.A.C., R.M.N., P.E.T. o esami invasivi e meno invasivi come la colonscopia o l’ecografia mammaria.

Pochi di noi sanno che in realtà questo tipo di prevenzione è chiamata dai medici “prevenzione secondaria”. La prevenzione primaria, probabilmente la vera prevenzione, è quella che si fa sulla persona sana, non sulla persona già ammalata. Vedi link.

Cosa si intende allora con la vera prevenzione

La “vera” prevenzione è quella che propone la Naturopatia, cioè uno stile di vita il più possibile sano e senza stress. Un’alimentazione che tenga conto di quello che ingeriamo ricercando prodotti che siano meno contraffatti e conservati e l’uso di tutto quello che la natura ci ha regalato per mantenere il corpo il più sano ed equilibrato possibile.

Purtroppo quella che consideriamo prevenzione in realtà è chiamata prevenzione secondaria, come detto in precedenza, se non addirittura prevenzione di terzo livello. Questa poca chiarezza di termini crea solo una grande confusione nelle persone, che danno per scontato che l’unico modo di fare prevenzione alla malattia sia quello di fare controlli ed analisi e non quello di vivere più in sintonia con la natura.

Un’ulteriore punto di confusione nasce poi quando vogliamo seguire i consigli che ci vengono dati e chiediamo di andare a fare le analisi del sangue per controllare il nostro stato di salute.

Il ruolo del colesterolo

Colesterolo, un valore che tutti noi conosciamo e che è considerato un vero e proprio campanello d’allarme è quello relativo al Colesterolo. Anche in questo caso i mass media ed i medici forse poco aggiornati alle nuove ricerche non aiutano alla chiarezza ed alla comprensione.

Per vendere un po’ di yogurt in più (o di pastiglie anticolesterolo come le statine) sono nate delle campagne quasi “terroristiche” nei confronti di questa sostanza che è necessaria per il giusto equilibrio del corpo, ma che viene vista come una sostanza pericolosa che è necessario abbattere per star bene.

Chiariamo un po’ la situazione vediamo le funzioni primarie del colesterolo:

  • Il colesterolo è un componente essenziale della membrana cellulare di tutte le cellule animali.
  • Si aggrega con alcune proteine della membrana cellulare formando vescicole in grado di portare il loro contenuto ai vari organi cellulari.
  • È coinvolto nella crescita e nella divisione cellulare.
  • Il colesterolo è la sostanza base per la sintesi degli ormoni steroidi come l’aldosterone, il cortisolo, il testosterone, l’estradiolo, ecc.
  • È essenziale per lo sviluppo embrionale.
  • Il colesterolo prodotto nel fegato viene impiegato in buona parte per la produzione della bile, la sostanza escreta nel duodeno che serve per emulsionare i lipidi alimentari e renderli assorbitili dall’intestino.

Oltretutto il colesterolo è continuamente associato ad una alimentazione errata, in realtà la maggior parte di colesterolo circolante nell’organismo è auto prodotto. Nelle 24 ore il nostro corpo produce tra 1 e 2 grammi di colesterolo (la maggior parte del metabolismo del colesterolo avviene nel fegato) di questo solo una piccola parte viene assunta con l’alimentazione, in media da 0,1 a massimo 0,5 grammi.

Le ultime ricerche su questa sostanza sottolineano il pericolo di una bassa colesterolemia e contestano il ruolo del colesterolo nello sviluppo della malattia cardiovascolare, ma anche se tutto questo è risaputo, non si sa il perché, ancora oggi quando richiediamo di fare delle analisi del sangue questo valore è considerato “d’importanza vitale”.

In realtà il colesterolo alto è pericoloso quando è associato a tutti gli altri valori che ci indicano la presenza di una sindrome metabolica), mentre solo in pochi casi viene prescritta l’analisi di un valore molto più importante e quasi sconosciuto ai più; l’omocisteina.

Cos’è l’omocisteina.

«L’omocisteina è un aminoacido non proteico prodotta dal metabolismo della metionina».

Cosa significa questa definizione, intanto significa che a differenza del colesterolo l’omocisteina non è creata dal nostro corpo, ma è un prodotto che nasce dall’elaborazione della metionina, un’aminoacido essenziale che viene introdotto nel nostro corpo attraverso l’alimentazione. Nella trasformazione di questi aminoacidi entrano in gioco tanti componenti che quando funzionano al meglio permettono di contenere il valore dell’omocisteina sotto il livello di guardia.

Alcune vitamine del gruppo B quali, l’acido folico (vitamina B8), la cianocobolamina (B12), la pirossidina (B6), la riboflavina (B2), la betaina (una sostanza metilante) e lo zinco sono essenziali per mantenere bassa l’omocisteina nel sangue.

Il rene è l’organo preposto per l’assimilazione e lo smaltimento di questo aminoacido.

Una carenza di queste vitamine (e vedremo dopo in quali casi queste vitamine vengono a mancare), un insufficienza renale o un’alimentazione molto ricca di proteine animali possono portarci ad una iperomocisteinemia.

L’iperomocisteinemia non è una condizione di cui ci si può accorgere, ma dobbiamo sapere che “silenziosamente”, questo aminoacido se in eccesso danneggia le pareti dei vasi sanguigni e provoca scompensi a vari livelli, indebolisce le ossa e favorisce la comparsa di malattie degenerative del sistema nervoso centrale.

Uno dei fattori principali della pericolosità dell’omocisteina alta è proprio il fatto che danneggia le pareti delle vene grattandole come fosse carta vetrata. La sostanza che l’organismo usa per riparare questi “graffi” alle parete venose è il colesterolo, che si deposita nei graffi a strati.

La combinazione di omocisteina alta, che graffia le pareti venose e colesterolo, che svolge il suo lavoro e ripara le pareti è una tra le principali cause della formazione di placche ateromatose.

Come vedremo di seguito, l’omocisteina alta non crea problemi solo alle pareti venose, ma anche ad una serie di patologie che in questo periodo storico, grazie ad un’alimentazione scorretta ed a un grandissimo grado di stress, stanno diventando sempre più pericolose.

Quando l’omocisteina diventa pericolosa?

I valori massimi che dovremmo riscontrare nel nostro sangue sono:

  • Donne adulte la soglia massima è pari a 10 micro moli.
  • Uomini adulti è di 13 micro moli.
  • Minori di 14 anni ambosessi è di 11,3 micro moli.

Vediamo i danni più comuni a cui possiamo andare in contro con un aumento dell’omocisteina:

  1. malattie vascolari.
  2. malattie cardiache.
  3. infertilità.
  4. cancro.
  5. alzheimer.
  6. spina bifida.
  7. ictus.
  8. trombosi.
  9. depressione.
  10. Ipotiroidismo.
  11. psoriasi.
  12. lupus eritematoso sistemico.
  13. artrite reumatoide.
  14. sindrome metabolica.
  15. sclerosi multipla.
  16. sclerosi laterale amiotrofica SLA.

Quali sono le principali cause dell’aumento di questo pericoloso amminoacido non essenziale:

  1. sedentarietà e lo stile di vita.
  2. alimentazione povera di nutrienti.
  3. caffeina.
  4. polveri sottili e l’inquinamento.
  5. abuso di farmaci.
  6. carenza vitamine B2, B6, B12 ed acido folico.
  7. carenza di vitamina D.
  8. difetto genetico.
  9. ipotiroidismo.
  10. psoriasi.
  11. alcolismo.
  12. tabagismo.

Un’altra importante causa dell’aumento di omocisteina nel sangue è l’uso di alcuni farmaci, vediamo quali:

  1. FIBRATI – È stato scoperto (Dierkes, 2004) che l’assunzione di alcuni fibrati (classe di farmaci ipolipemizzanti) può causare iperomocisteinemia. In particolare il fenofibrato e il bezafibrato aumentano dal 20 al 40% il livello di omocisteina plasmatico. Il problema sembra essere dovuto a un’alterazione del metabolismo della creatina-creatinina e in cambiamenti nel trasferimento del gruppo metile. Questo effetto non è stato invece riscontrato con l’utilizzo di gemfibrozil (un farmaco ipolipidemizzante) e le statine. L’aumento di omocisteina a seguito di assunzione di fenofibrato può essere ridotto con l’assunzione di acido folico, vitamine B6 e B12.
  2. METFORMINA – Il trattamento a lungo termine con metformina (farmaco per il trattamento del diabete) aumenta il rischio di carenza di vitamina B12, che porta a un incremento delle concentrazioni di omocisteina. Pertanto, poiché il deficit di vitamina B12 è prevenibile, occorre prendere in considerazione, durante un trattamento a lungo termine con metformina, la regolare misurazione delle concentrazioni di vitamina B12 che va in caso supplementata. Altri farmaci che possono portare a carenza di vitamina B12 e quindi a un rischio di aumento dei valori plasmatici di omocisteina sono:
  3. ESOMEPRAZOLO + LANSOPRAZOLO, PANTOPRAZOLO + RABEPRAZOLO per il trattamento dell’ulcera duodenale e gastrica, esofagite da reflusso, sindrome di Zollinger-Ellison, malattia sintomatica da reflusso gastro-esofageo e ulcere associate a terapia prolungata con farmaci antinfiammatori non steroidei.
  4. ESOMEPRAZOLO + NAPROXENE per il trattamento dei segni e dei sintomi di artrosi, artrite reumatoide e spondilite anchilosante in pazienti a rischio di sviluppare ulcere da FANS.
  5. EVEROLIMUS per il trattamento del tumore al seno in stadio avanzato.
  6. GLIBENCLAMIDE + METFORMINA, LINAGLIPTIN + METFORMINA, METFORMINA + PIOGLITAZONE, METFORMINA + SITAGLIPTIN e METFORMINA per il trattamento del diabete di tipo 2.
  7. OCTREOTIDE per il sollievo dei sintomi associati a tumori endocrini gastroenteropancreatici funzionali.
  8. OMEPRAZOLO per la terapia di patologie gastriche, quali l’ulcera e la malattia da reflusso gastroesofageo (GERD), oltre che per la prevenzione di possibili lesioni gastriche derivanti dall’assunzione di farmaci FANS.
  9. ROPINIROLO per il trattamento del morbo di Parkinson.

Cosa possiamo fare se le nostre analisi del sangue segnalano un eccesso di omocisteina?

In primo luogo è importante risistemare l’alimentazione e tornare a mangiare prodotti sani e freschi, non imbottiti di conservanti, di glutammato o di grassi saturi.

Come abbiamo visto in precedenza l’acido folico e le altre vitamine del gruppo B sono importanti, perciò inserire nella dieta tante verdure, soprattutto quelle con foglia verde che contengono alti dosi di acido folico. Un processo di detossinazione del corpo potrebbe essere un buon inizio.

Perciò rivolgetevi ad un bravo Naturopata.

Se non dovesse bastare si possono inserire nella dieta giornaliera integratori fitonutrizionali che contengano ed aiutino l’organismo a trattenere le vitamine del gruppo B, B12, B2, B9, B6 soprattutto poi zinco, vitamina D ed acido folico.

La prevenzione primaria è importante ed è il miglior modo per restare in salute e vivere a lungo sani, ma quando il nostro corpo non riesce a mantenere l’equilibrio è possibile intervenire.

La Naturopatia propone un intervento delicato, non invasivo e senza controindicazioni, certo richiede impegno e consapevolezza, ma forse un po’ di consapevolezza in più ed un pizzico di impegno nella cura del nostro corpo non può fare certamente che del bene.

In conclusione, è corretto controllare il colesterolo, ma è importante valutarlo in relazione all’omocisteina, quando tutti e due i valori sono fuori dalla norma il nostro organismo ci comunica che dobbiamo sta facendo fatica e che dovremmo cambiare le nostre abitudini e ritornare a nutrirci in modo più corretto.

La Naturopatia può aiutarti, con metodi naturali e non invasivi a riequilibrare l’alimentazione, abbassare il grado di stress dei conseguenza ritornare a vivere meglio ed in equilibrio con la natura.

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