Alcuni buoni motivi per andare dal Naturopata

duomo bresciaNon mi piacciono i dottori.
Non mi piacciono gli ospedali, gli ambulatori, i centri medici, i dentisti, gli infermieri ed in generale chi porta il camice bianco.
Tutte le volte che ho avuto a che fare con persone che indossano un camice bianco mi sono trovato davanti a delle decisioni difficili da prendere, a delle parolone che non comprendevo ed a tanto, tanto dolore.

Sia chiaro, non c’è l’ho con i medici o con gli infermieri, sono certo che sono brave persone, ma c’è l’ho con quello che per me rappresentano. Il camice bianco con le biro di tutti i colori nel taschino e lo stetoscopio che spunta dalla tasca destra, mi riportano inevitabilmente alla memoria brutti ricordi, terribili esperienze.
Non voglio negare con questo l’importanza del medico e della medicina. La chirurgia, la ricerca scientifica e gli studi sempre più approfonditi hanno sicuramente salvato molte vite.

La scienza medica è riuscita a scandagliare l’organismo fino nei suoi più piccoli particolari, attraverso le specializzazioni ha sezionato il corpo in parti sempre più piccole, troviamo medici che si occupano solo del ginocchio od esclusivamente del tumore “testa-collo” oppure solo dell’apparato intestinale e la tendenza è, sempre di più, quella di spingere la specializzazione in distretti del corpo sempre più piccoli.

Ma siamo propio sicuri che questa è la strada giusta da intraprendere?

Penso che questo approccio “scientifico” esasperato abbia portato a vedere l’Uomo come una macchina, un insieme di elementi distinti, di ingranaggi singoli che se ben oliati e ben funzionanti fanno operare al meglio quel complicato meccanismo che chiamiamo corpo.

Beh… è un punto di vista e sono convinto che una gran parte delle persone che sono approdate su questo blog la pensino esattamente così. La salute allora, vista attraverso la lente di questi principi, non sarebbe altro che un’equilibrio chimico e funzionale di singoli organi. In fondo anche io per una buona parte della mia esistenza ho pensato che fosse così, me lo diceva il dottore…

Però… non tutti la pensano così, alcune persone sparse qua e là nel mondo non si sono fermate a confermare, senza riflettere, quello che gli ha detto il “dottore”. A ribadire che: «è giusto, deve essere così perché lo dicono tutti, …e poi loro hanno studiato». 

Queste persone cercano di utilizzare la loro libertà (libertà che tutti abbiamo, ma che in realtà pochi utilizzano) per ragionare con la propria testa, senza delegare ad altri il proprio pensiero.

Queste persone “libere” non hanno avuto paura di andare contro corrente, non hanno avuto timore di spingersi in settori che sono diventati chiusi al confronto, così come ora sono diventate la scienza e la medicina.

Queste persone attraverso la riscoperta di antichi principi universali e tramite una rilettura moderna di vecchie tradizioni cercano di proporre una visione diversa della salute, del corpo e della relazione che c’è tra l’organismo che ci tiene in vita, la mente e l’Anima.

Queste persone, tra cui alcuni Naturopati, cercano di proporre un modello diverso, un concetto differente da quello che è la salute e da quello che è la malattia e propongono un approccio alternativo alla cura dell’”ingranaggio” guasto attraverso un riequilibrio, una ricerca di una omeostasi dell’intero organismo.

Quando, oramai tanti anni fa, ho casualmente (ma esiste veramente il caso?) incontrato una di “queste persone” mi si è spalancato un mondo nuovo, ho trovato una visione diversa, alternativa di sperimentare la vita, di vedere il rapporto tra la malattia e la salute, una umanità ed un calore che nell’approccio scientifico difficilmente ho trovato. Non c’era più la divisione, il medico da una parte ed il paziente dall’altra, ma c’era l’unione, l’unione di due anime che entravano in relazione d’aiuto, una aiutava l’altra a crescere (il cliente aiuta il Naturopata nella sua crescita personale) e l’altra aiutava a comprendere il significato dello squilibrio che ha portato la malattia (il Naturopata cerca di indicare al cliente una strada che lui ha già percorso).

Questo modo diverso di vedere la vita mi ha dato la spinta per rimettermi sui libri a studiare e la forza per guardarmi dentro, per cercare nel mio inconscio quella zona che Jung ha chiamato “l’Ombra” e cercare di trovare un briciolo di consapevolezza, quella consapevolezza che ora mi permette di essere un Naturopata e mi regala la possibilità di entrare in relazione d’aiuto con chi ne ha bisogno e decide di permettermi di entrare sulla sua strada, sul suo percorso di vita per un’attimo.

Ora per me la malattia non è più una nemica da sconfiggere, ma è diventata una alleata che mi indica il percorso da seguire per ritrovare un equilibrio che è evidentemente andato perso. Riflettendo a fondo, nello scrivere questo articolo, ho immaginato che in molti lettori a questo punto possano essere nate delle domande: «Ma in fondo, perché dovrei rivolgermi ad un Naturopata? Qual è la differenza tra l’approccio allopatico della medicina tradizionale e quello olistico della Naturopatia? Posso fidarmi?» e chissà quante altre ancora.

Per cercare di dare una risposta a questi quesiti ho cercato di stilare una piccola lista di motivi che, forse, possono aiutare a chiarire meglio le idee sulla figura del Naturopata.

  1. Valutazione del terreno individuale ed attenzione all’unicità dell’individuo. Uno dei principi portanti della Naturopatia afferma che ogni individuo è unico e possiede un terreno di base che non sarà mai in ogni modo uguale a quello di un’altro individuo. Questo principio fa si che la malattia non sia vista sempre allo stesso modo ma rapportata all’individualità della persona ed al suo terreno. Per terreno si intendono le debolezze e le predisposizioni insite in ognuno di noi fin dalla nascita in relazione al modo di vivere le emozioni, di mangiare e di respirare.
  2. Particolare attenzione al piano emotivo e psichico. Un altra grossa differenza tra l’approccio Naturopatico e quello allopatico sta nell’attenzione che la Naturopatia ha nel confronto delle emozioni. Di ciò che la persona vive o ha vissuto, delle paure, delle ansie e dello stress che colpiscono la persona in difficoltà. Il Naturopata conosce bene questi aspetti e tiene sempre in considerazione il fatto che le emozioni, soprattutto quelle represse, si ripercuotono sul piano fisico. Per l’approccio olistico la persona è formata da corpo, mente e spirito e questo forma un tutt’uno, un macrocosmo, se uno di questi elementi non è in equilibrio l’energia che scorre al nostro interno è ostacolata. Da questa energia stagnante nascono le malattie, questo è il motivo del perché il Naturopata non solo è attento al riequilibrio delle funzioni del corpo, ma anche al ricercare l’omeostasi con tutto il proprio macrocosmo.
  3. Prevenzione. Forse l’approccio naturale proposto dalla Naturopatia è l’unica vera prevenzione alla malattia. Mangiar bene, respirare in modo corretto, gestire lo stress, permettere all’energia che pervade il corpo di scorrere senza ostacoli, sono comportamenti che aumentano le difese del sistema immunitario, regolarizzano il sistema endocrino e quello nervoso, i pilastri su cui si erge il nostro equilibrio. Un vecchio detto cinese racconta che nell’antichità il medico Cinese veniva pagato fino a che il paziente non aveva malattie perché in quel caso il medico aveva consigliato il meglio, ma non veniva più pagato nel momento in cui insorgeva una malattia perché non era stato in grado di prevenirla. La vera prevenzione si fa prima dell’insorgere del problema, non dopo.
  4. Causalismo e non sintomatologia. Come ho più volte ribadito in questo sito il Naturopata non è un medico, non fa diagnosi e non considera il sintomo. L’approccio Naturopatico alla malattia  cerca di trovare la causa primaria degli squilibri che provocano un malessere ed attraverso a delle metodiche totalmente naturali cerca di ricreare un equilibrio tra corpo, mente ed Anima. Lavorare sulla causa e non sul sintomo permette di risolvere i problemi alla radice, la naturopatia non si accontenta di fermare il sintomo.
  5. Ricerca dell’omeostasi. Tutto il nostro organismo è organizzato in modo da “autoripararsi”. Quando rompiamo un osso il nostro corpo si mette in moto per risaldare l’osso, quando un virus c’invade la temperatura corporea si alza e “ci viene la febbre”, in questo modo il calore del corpo proverà di far morire il virus, se mangiamo in modo scorretto e squilibriamo il nostro Ph interno una serie di reazioni chimiche e di ormoni cercheranno di sistemare il danno che abbiamo provocato. Insomma tutto il nostro organismo lavora costantemente per mantenere un equilibrio per permettere al nostro corpo di rimanere in salute. Il compito del Naturopata è quello di individuare quali sono i comportamenti scorretti da eliminare e contemporaneamente attraverso l’uso dell’alimentazione, della fitoterapia, di massaggi, di tecniche di respirazione, di meditazione o di altre metodiche completamente naturali aiutare l’organismo a mantenere l’omeostasi.
  6. Utilizzo di rimedi naturali. Credo che forse il principale motivo che spinge una persona a rivolgersi ad un Naturopata sia questo. La natura ci ha regalato tutto quello che ci è necessario per mantenerci in salute.
  7. Valutazione del grado di vitalità. Secondo la naturopatia ognuno di noi ha un certo grado di forza vitale che anima l’organismo, questa “forza vitale” ci è donata dai nostri genitori all’atto del concepimento. Ci sono alcuni segni e sintomi che possono far capire ad un Naturopata esperto che grado di vitalità si possiede. Lo scopo del Naturopata è quello di aiutare a mantenere la forza vitale sempre al massimo della sua espressione.
  8. Valutazione della “Tossiemia”. Il Naturopata è in grado di valutare il sovraccarico tossinico a cui è sottoposto l’organismo e di agire di conseguenza in modo da contribuire a stimolare o meno gli organi emuntori (ovvero organi designati all’eliminazione delle tossine) come fegato, reni, intestino, pelle e polmoni.

Mi auguro che questi punti siano stati utili per chiarire un po’ di dubbi e di domande che sicuramente possono nascere a chi non conosce questa figura professionale che nel nostro paese è un po’ bistrattata.

In realtà alcune regioni, stanno cercando di dettare delle linee guida che dovrebbero dare un po’ d’ordine in mancanza di leggi statali che regolano le discipline bio naturali.

La Lombardia ha creato, per questo motivo, un Registro Regionale degli Operatori delle Discipline Bio Naturali. 

Utilizzando le leggi già presenti in altri paesi europei, in Germania ed in Svizzera ad esempio esiste la figura del “Heilpraktiker” un professionista di medicina naturale integrato nel sistema sanitario nazionale, il CTS (Comitato Tecnico Scientifico delle Discipline Bio Naturali) sta dettando delle norme per garantire la professionalità delle scuole e dei Naturopati praticanti nella regione.

Introduzione alla Naturopatia Catia Trevisani Anna Melai Introduzione alla Naturopatia
La storia, le discipline, la professione
Catia Trevisani, Anna Melai

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